martedì 8 dicembre 2015

Come installare i plugin di WordPress

WordPress tools
immagine di Harsh Agrawal


Uno dei punti di forza di WordPress è la disponibilità di una serie pressoché infinita di plugin sviluppati da "terze parti", che affrontano e risolvono moltissimi problemi o che svolgono moltissime funzioni: è possibile trovare plugin per la gestione della sicurezza del proprio sito, per la gestione di mailing list, per l'integrazione con piattaforme social, per creare dei piccoli sistemi di e-commerce, per... non c'è limite. I plugin disponibili sono migliaia, e svolgono le funzioni più disparate.

I plugin, ad un tempo, costituiscono però anche il punto debole di WordPress: essendo spesso sviluppati da terze parti, non sempre il codice è di ottima qualità, o aggiornato, o comunque affidabile... e quindi molti problemi, spesso imputati a WordPress, in realtà dipendono solo dalla scelta di un plugin sbagliato o poco affidabile.

In questo post mi limiterò, per intanto, a spiegare i modi corretti per installare un plugin in WordPress.
In post successivi mi riprometto, prima o poi, di spiegare anche:

  • i criteri più importanti per scegliere un plugin
  • come disattivare temporaneamente un plugin
  • trucchi e barbatrucchi vari ed assortiti per l'installazione ed uso dei plugin
  • come aiutarsi nell'installazione di plugin fuori standard usando i child themes
  • quali sono i plugin "base", la cui installazione io ritengo irrinunciabile


Cominciamo: ci sono due modi per installare un plugin per WordPress:
  1. caricando il plugin direttamente attraverso il pannello di amministrazione di WordPress
  2. oppure installandolo manualmente tramite FTP nella directory plugins all'interno della directory di installazione di WordPress


NOTA: prima di apportare qualsiasi modifica al tuo sito o all'installazione di WordPress, è sempre consigliabile eseguire un backup completo


Primo metodo (preferibile): installare un plugin attraverso
il pannello di amministrazione di WordPress

  • Vai al tuo pannello di amministrazione di WordPress.
  • Vai a Plugin -> Aggiungi nuovo.
  • Nella casella "Cerca plugin" digita il nome del plugin o una parola chiave descrittiva, l'autore o un tag nel modulo di ricerca.
  • Trova il plugin che vuoi installare.
    Clicca su "maggiori dettagli"  per avere maggiori informazioni sul plugin e accedere alla relativa documentazione.
  • Clicca su "Installa adesso" per installare il plugin. 


Se tutto ha funzionato: clicca su Attiva Plugin per attivarlo

Nota: alcuni plugin WordPress richiedono ulteriori passi per la personalizzazione e la configurazione.
A questo proposito fai riferimento alla documentazione di ogni plugin, oppure limitati a sperimentare: magari ci si perde un po' più di tempo, ma spesso funziona. Se poi non ne vieni a capo e non riesci a configurarlo adeguatamente... RTFM.


Secondo metodo: installare un plugin per WordPress via FTP


Prima di affrontare l'installazione manuale di un plugin per WordPress, è bene specificare che è richiesta non solo familiarità con FTP, ma anche che si aggirano diversi meccanismi di WordPress di auto-protezione, e quindi è possibile che ciò metta a rischio il sito su cui si sta lavorando.
Mai come in questo caso è quindi importante effettuare preliminarmente un backup!

  • scarica in locale, sul tuo PC, il plugin WordPress da installare 
  • se il plugin è (come spesso accade) in un archivio .zip, estrai la cartella plugin in locale sul tuo PC.
  • con il tuo client FTP (p.es. FileZilla) carica il plugin nella directory wp-content/plugins
  • accedi al pannello di amministrazione di WordPress e vai a Plugin -> Plugin installati
  • clicca su Attiva Plugin per attivarlo.


domenica 29 novembre 2015

Come inserire una tabella in blogspot

Le tabelle sono elementi importanti nell'impaginazione di un documento o di un post; danno un senso di ordine e aumentano la leggibilità.

Purtroppo Blogspot non offre nessun strumento per inserire e gestire le tabelle nei post: in teoria, uno dovrebbe inserirsele "a mano", scrivendosi direttamente tutto il codice HTML necessario. Impresa non difficilissima (almeno se si hanno rudimenti elementari di HTML), ma abbastanza tediosa, soprattutto se si desidera formattare la propria tabella in maniera non elementare.

Per intenderci, una tabella semplicissima, come la seguente:

 
intestazione prima colonna intestazione seconda colonna
intestazione prima riga prima riga, prima colonna prima riga, seconda colonna
intestazione seconda riga seconda riga, prima colonna seconda riga, seconda colonna

richiede che si scriva il seguente codice:

<table border="1">  <tbody><tr>    <th></th>    <th>intestazione prima colonna</th>    <th>intestazione seconda colonna</th>  </tr><tr>    <td>intestazione prima riga</td>    <td>prima riga, prima colonna</td>    <td>prima riga, seconda colonna</td>  </tr><tr>    <td>intestazione seconda riga</td>    <td>seconda riga, prima colonna</td>    <td>seconda riga, seconda colonna</td>  </tr></tbody></table>

Se poi vogliamo usare tecniche più sofisticate (celle di differente colore, fondere assieme più celle, stili di testo differenti nelle varie celle) allora la quantità di codice da scrivere diventa veramente pesante; e, per esperienza, per quanto lo si scriva in maniera ordinata, è facilissimo commettere qualche errore; ed identificare gli errori nell'impaginazione HTML delle tabelle non è né semplice né gratificante.

Per fortuna ci viene in aiuto un bel tool gratuito on line, HTML Table Generator

Con questo tool possiamo creare tabelle di qualsiasi dimensione, inserendo i dati in un editor visuale (oppure importandoli da vari formati, csv compreso), impaginarle in qualsiasi maniera, e creare il codice HTML relativo che poi dovrà essere semplicemente copincollato all'interno del nostro post.

Alcune note:
  • lo strumento è potente ma semplice; l'uso è più o meno autoesplicativo ed autoevidente. Prendetevi magari dieci minuti di tempo e fate qualche esperimento, per familiarizzarvi con le funzioni e scoprirne il funzionamento.
  • Opzionalmente, è possibile generare il CSS. L'inserimento del CSS in Blogger richiede però un minimo esperienza; se ce l'avete non oncontrerete difficoltà, altrimenti semplificatevi la vita e selezionate "do not generate CSS"
  • Oltre che tabelle in HTML, Table Generator può creare anche tabelle in formato testo, per LaTeX ed in altri formati.
    particolarmente quelle in formato testo possono esser utili per semplici tabelle da inserire in un post (bisogna perèò avere l'accortezza di selezionare un font non proporzionale, come
Esempio di inserimento di tabella in formato testo (usando un font non proporzionale, ovvero Courier):

+---------------------------+-----------------------------+-------------------------------+
|                           | intestazione prima colonna  | intestazione seconda colonna  |
+---------------------------+-----------------------------+-------------------------------+
| intestazione prima riga   | prima riga, prima colonna   | prima riga, seconda colonna   |
+---------------------------+-----------------------------+-------------------------------+
| intestazione seconda riga | seconda riga, prima colonna | seconda riga, seconda colonna |
+---------------------------+-----------------------------+-------------------------------+

Se invece commettiamo l'errore di usare un font proporzionale il risultato sarà il seguente.:

+---------------------------+-----------------------------+-------------------------------+
|                           | intestazione prima colonna  | intestazione seconda colonna  |
+---------------------------+-----------------------------+-------------------------------+
| intestazione prima riga   | prima riga, prima colonna   | prima riga, seconda colonna   |
+---------------------------+-----------------------------+-------------------------------+
| intestazione seconda riga | seconda riga, prima colonna | seconda riga, seconda colonna |
+---------------------------+-----------------------------+-------------------------------+



sabato 21 novembre 2015

Sostituzione relè Vimar 16610 con Finder 26.01 o 27.21

Tutto nasce dalla prematura dipartita, alcuni anni fa, di un relè Vimar Idea 16610.220 (si tratta dei normali relè ad incasso, che si usano nelle mascherine portafrutti della serie Vimar Idea, usati per comandare un carico - tipicamente una lampada - da più pulsanti)

Il Vimar Idea 16610.220 ha (anzi, aveva...) l'indubbio vantaggio di occupare lo spazio di un frutto standard, e di armonizzarsi esteticamente con gli altri frutti della serie Vimar Idea.
E scrivo "aveva" perché, ad un certo punto, la Vimar lo ha cancellato dal catalogo (con una significativa damnatio memoriae in rete, visto che non sono riuscito neppure ad ottenerne un'immagine da inserire nel post...)

relè Vimar 16610 a confronto con Finder serie 26


Gli svantaggi del relè Vimar erano tre:
  • aveva un costo sproporzionato, decisamente superiore a prodotti equivalenti
  • era un po' cervellotico nell'installazione, con una serie di contatti e ponti da fare su una morsettiera di cui non era chiarissimo l'uso di ogni contatto
  • la morsettiera non era comodissima, soprattutto considerato che per questo genere di applicazioni si usa cordina monofilare N07VK da 1,5 mm2 (e riuscire a far stare due terminali da 1,5 mm2 in uno di quei morsetti era veramente un'impresa difficile)
Quindi, quando il mio Vimar 16610.220 morì, mi fidai del mio spacciatore di materiale elettrico di fiducia che mi assicurò che altro non era che un Finder 26.01 ricarrozzato e rimarchiato da Vimar.
E su questo aveva ragione, perché la stessa Vimar riportava sul suo relè "Vimar by Finder".
Per sostituirlo presi quindi un Finder 26.01, risparmiai una discreta sommetta rispetto al suo fratellino rimarchiato Vimar (il quale, peraltro, non esisteva più).
Il risultato su che, agli svantaggi prima elencati (morsettiera scomoda, installazione un po' cervellotica) se ne aggiunse un'altra: non integrando la mascherina Vimar, e dovendo quindi usare un "tappo" Vimar Idea 16542, lo spazio non era più sufficiente: dovetti quindi eliminare il tappo copriforo, ed il relè (in plastica trasparente) rimase a vista ed un po' ballonzolante. Ma come soluzione provvisoria poteva andare.

Visto che non c'è nulla di più definitivo del provvisorio, questa soluzione è andata avanti per qualche anno, fino a che non ho scoperto l'esistenza dei relè Finder serie 27 .
  • Decisamente più compatti rispetto alla serie 26 (tanto da starsene dietro un tappo copriforo standard)
  • dotati di una morsettiera decisamente migliore rispetto alla serie 26
  • di configurazione ed installazione più semplice
Alla Finder sembra che però un po' si divertano a complicare la vita all'installatore.
Se hai prodotti analoghi ma differenti, ti aspetteresti che la numerazione della morsettiera sia uguale tra i due prodotti, giusto? beh, in Finder no.
Visto che ho dovuto spenderci su un po' di tempo per costruire la corrispondenza, ve la riporto di seguito:



      Finder 26        Finder 27
1
==>
2
A1
==>
A2
2
==>
A1




mercoledì 18 novembre 2015

Come inserire un link attivo nei commenti su Blogspot



Inserendo un commento su un blog su piattaforma Blogger / Blogspot, spesso capita di doverci inserire un link.

Se ci limitiamo a fare copia/incolla dell'URL, il risultato non sarà un "link attivo", ovvero non sarà cliccabile. Ovvero, il risultato sarà come questo:

https://remitur.blogspot.it/

Se vogliamo inserire un "link attivo", ovvero cliccabile dall'utente, dovremo ricorrere all'HTML, ed inserire nel commento quanto segue:

<a href="https://remitur.blogspot.it">Remitur</a>

Il risultato sarà il seguente:

Remitur

Questo meccanismo è un po' tedioso, ma ha il vantaggio di rendere il link molto più "leggibile", oltre che SEO-friendly.

NOTA:
Non tutti i blogger vedono di buon occhio i commenti contenenti link. O, almeno, è giusto gestirli con circospezione: lo spam è sempre in agguato.
E' quindi possibile che su un certo blog i commenti contenenti link siano soggetti a moderazione (e che quindi non vengano pubblicati immediatamente), oppure anche che vengano cancellati.
Fatevene una ragione. siete in casa d'altri, e non potete che accettarlo.

Volete provare?
Commentate pure liberamente qui sotto, inserendo i link che preferite: a meno che proprio non esageriate, lascerò in questo post (e solo in questo post!) l'inserimento libero di link esterni.
 





lunedì 16 novembre 2015

"ci rivedremo presto" ... "inshallah" ?!

Andando su Google traduttore e chiedendo di tradurre "ci rivedremo presto" dall'italiano in una qualsiasi lingua, la risposta che si ottiene è sempre e solo una: inshallah.





Se si tratta di uno scherzo, in questo momento è di pessimo gusto...

AGGIORNAMENTO DELLE ORE 23:00

Il problema è rientrato, adesso Google Traduttore è tornato a tradurre con la sua proverbiale (?) precisione ed affidabilità.
Il fenomeno quindi è durato solo alcune ore, prima di essere corretto.
Ma ne ha scritto anche la Stampa.
Resta il mistero su COME (banale Googlebombing?), CHI e PERCHE'...

Riscaldamento a legna ed ordinanze anti-inquinamento

Quando c'è uno stop al traffico da parte del sindaco a causa dell'inquinamento, tutti ne parlano.
Pochi fanno caso che, in quelle ordinanze, spesso è compreso anche un (almeno parziale) "stop al riscaldamento a legna.

Prendiamo ad esempio l'ultima ordinanza del sindaco di Trieste (13 novembre 2015). In fondo, troveremo un interessante paragrafo:

(raccomanda) di non usare nel riscaldamento domestico la legna (in ciocchi, carboni, pellet e simili), sostituendola con altre forme di combustibile o riscaldamento meno inquinanti

Notiamo per intanto che si tratta di una "raccomandazione", non di un "divieto"... quindi, sostanzialmente, uno può anche fregarsene, perché non è prevista alcuna sanzione. Anche perché non è molto ragionevole una "raccomandazione" a sostituire il combustibile per i pochi giorni in cui è in vigore l'ordinanza; e poi, di grazia, se uno ha una caldaia a legna o pellet... quale combustibile "meno inquinante" può utilizzare?!

Comunque, a parte questo bizantinismo paternalistico ("non ti vieto, ma ti raccomando di..."), seguono alcune note interessanti:

Sono esclusi dalla raccomandazione di cui al punto 6) le apparecchiature e/o gli impianti termici dotati di marchiatura CE aventi le seguenti caratteristiche emissive:
polveri totali emesse da prodotti a legna quali stufe, caminetti e inserti rispondenti alle norme UNI EN 13240 e UNI EN 13229 misurate secondo il metodo tedesco-austriaco, inferiori a 100 mg/Nm3 (misurate al 13% di O2). In mancanza di tale valore certificato da laboratori notificati e riportato nella documentazione disponibile, il calore di CO (monossido di carbonio) deve essere inferiore al 0.2% (misurato al 13% di O2);
polveri totali emesse da prodotti a legna quali cucine e termocucine rispondenti alle norme UNI EN 12815 misurate secondo il metodo tedesco-austriaco, inferiori a 100 mg/Nm3 (misurate al 13% di O2). In mancanza di tale valore certificato da laboratori notificati e riportato nella documentazione disponibile, il calore di CO (monossido di carbonio) deve essere inferiore al 0.3% (misurato al 13% di O2);
polveri totali emesse da prodotti a pellet quali stufe caminetti rispondenti alle norme UNI EN 14785 misurate secondo il metodo tedesco-austriaco, inferiori a 60 mg/Nm3 (misurate al 13% di O2). In mancanza di tale valore certificato da laboratori notificati e riportato nella documentazione disponibile, il calore di CO (monossido di carbonio) deve essere inferiore al 0.04% (misurato al 13% di O2);
stufe a giro di fumi (kachelofen) e centrali a cogenerazione.

Quindi, in definitiva: dovendo acquistare una stufa o una caldaia a pellet, occhio alle relative emissioni (anche se spesso i produttori sono un po' sibillini a questo proposito). E, soprattutto: conservare la relativa documentazione, che non si sa mai...
E se si vuole dotarsi di una stufa a legna... motivo in più per scegliere una kachelofen o simile.



venerdì 6 novembre 2015

Come calcolare la larghezza in pixel del tag TITLE


In un altro post abbiamo visto perché la lunghezza del tag TITLE non deve essere superiore a 512 pixel.

Resta il problema però di capire quale sia la larghezza in pixel del nostro TITLE... conversione non facile, perché la larghezza dei caratteri non è costante.

Ci viene in aiuto uno specifico e semplice tool, il Title Pixel Meter messo a punto da Mathieu Burgerhout

Inserite qui il vostro TITLE, e scoprirete la sua larghezza in pixel:

mercoledì 4 novembre 2015

Qual è la lunghezza massima per il tag TITLE ?

Il tag TITLE di una pagina può anche essere più lungo, ma i primi (circa) 54 caratteri sono quelli più importanti (e sui quali dobbiamo quindi concentrarci).
E questo per un problema di impaginazione dei risultati da parte di Google.
Nella pagina dei risultati di ricerca Google da molta importanza al tag TITLE, utilizzandolo (pensa un po') proprio come "titolo" del link proposto, ed a tal fine gli riserva uno spazio largo 512 pixel. Quindi, del tag TITLE verranno visualizzati tanti caratteri quanti ce ne stanno in 512 pixel.



Quanti caratteri ci stanno in 512 pixel, nel font utilizzato da Google?
Non si può dare una risposta precisa perché dipende dal testo e dalle lettere utilizzate (ad esempio, una "i" ingombra meno di una "O"); quindi la risposta è "circa 54"

Altri fattori da tenere in considerazione:

  • le lettere maiuscole sono più "ingombranti", e quindi ce ne stanno di meno (quindi. evitare di scrivere in maiuscolo!)
  • le keyword presenti nel tag TITLE ed usate nella query saranno riportate da Google in grassetto... e quindi occuperanno più spazio
  • un tag TITLE troncato da Google riporterà meno caratteri di quanti disponibili, in quanto Google lo farà finire con dei puntini ("...") che portano via spazio

Quindi, è di gran lunga preferibile un tag TITLE breve (meno di 54 caratteri) e che NON verrà quindi troncato.

E, anche se si usa un tag TITLE di lunghezza maggiore, è fondamentale concentrarsi sul messaggio che verrà trasmesso nei primi 54 caratteri: perché questi (e solo questi!) verranno visti dall'utente, mentre il resto del tag TITLE non verrà praticamente mai visto da nessuno (se non dai motori di ricerca).

Altri fattori da tenere in considerazione nella compilazione del tag TITLE:
  • pare che il peso di una keyword sia tanto maggiore, quanto più è vicina all'inizio del tag TITLE.
    Quindi, nel tag

    ristorante ed albergo in Milano

    la keyword "ristorante" avrà peso maggiore rispetto alla keyword "albergo"
  • l'eventuale brand è preferibile inserirlo in fondo al tag TITLE, separato magari da un trattino orizzontale o da una barra verticale (-" oppure "|")
    Questo perché il brand è una keyword importante, ma per la quale non dobbiamo preoccuparci molto della concorrenza; quindi, è preferibile privilegiare altre keyword (con le quali siamo in concorrenza con altri siti) ponendole all'inizio del tag TITLE

lunedì 2 novembre 2015

requisiti server DNS per i domini .it

I server DNS autoritativi per un dominio sono spesso l'aspetto più sottovalutato e bistrattato di un servizio di registrazione domini; l'utente spesso non ne percepisce l'importanza, e per riflesso il fornitore finisce per fornire un servizio bi bassa qualità (tanto, l'utente non ne percepisce la differenza: e allora, perché investire per fornire un servizio di qualità?)

Alcuni Registry, consci del problema, impongono alcuni requisiti tecnici minimi per i server DNS; e se i DNS di un dominio non rispettano questi requisii tecnici... il dominio non viene registrato (o, almeno, viene "congelato" fino a che il problema non sia risolto).

Tra questi, incredibilmente anche il nic.it, il Registro Italiano dei Nomi a Dominio, che effettua dei test per verificare che il server DNS di un certo dominio rispetti almeno le seguenti condizioni:

  • i nameserver autoritativi per il nome a dominio devono essere almeno 2 (due) e devono corrispondere esattamente a quelli presenti nella registrazione del nome a dominio;
  • gli indirizzi IP degli host presenti nella registrazione del nome a dominio devono  corrispondere a quelli ad essi realmente associati nel DNS;
  • al nome a dominio non può essere associato un record CNAME;
  • il nome del nameserver specificato nel record SOA non può essere un CNAME;
  • i nomi dei nameserver autoritativi per il nome a dominio non possono essere dei CNAME;
  • al record MX, eventualmente presente, non può essere associato un CNAME;
  • tutti gli host presenti nella registrazione devono essere autoritativi per il nome a dominio registrato
  • la procedura restituisce errore se, durante la procedura di controllo, almeno un nameserver restituisce una delle seguenti risposte:
    • Not responding
    • Not reachable
    • Not running
    • Non-existent domain
    • Host not found
    • Server failure
    • Query failed

I test vengono eseguiti nelle seguenti occasioni:

  • nuova registrazione di un dominio
  • cambio dei server DNS

In occasione di un trasferimento di dominio con contestuale cambio dei server DNS, se i test non vengono superati, i nuovi server non vengono approvati e quindi il dominio continuerà ad usare i server DNS del provider precedente... il quale però avrà probabilmente (giustamente) cancellato il relativo servizio, e quindi il dominio non risolverà più correttamente.
Per evitare questo problema, è opportuno:

  • evitare l'uso di configurazioni DNS particolarmente complicate
    Limitatevi ad una configurazione base, con i soli servizi essenziali: evitate tutti i record (soprattutto di tipo TXT) che normalmente servono solo per autenticazioni su particolari servizi. Avrete tempo e modo di inserirli con comodo, dopo che i server DNS saranno approvati
  • verificate con molta attenzione la sintassi di eventuali record SPF
    Nei record SPF spesso si annidano errori meramente formali (è sufficiente uno spazio di troppo nel punto giusto) che rendono non solo il record inefficace, ma talvolta anche la corretta propagazione su internet (ci potranno essere dei server DNS, in giro per il mondo, che rifiutano tutto il set di record del dominio).
    Quindi, prima di inserirli, verificate molto attentamente la sintassi dei record SPF. 



Per verificare che i DNS destinati a servire un dominio .it sono correttamente configurati, è disponibile un tool gratuito on line

Per approfondire: Gestione delle operazioni sincrone sui nomi a dominio nel ccTLD.it

venerdì 23 ottobre 2015

Un sito in flash si può posizionare sui motori di ricerca?

Domanda posta da M.C. su "Senza nome resta un sogno":

Ciao, ho un dubbio. purtroppo il mio sito è in flash, mi confermate che sui motori non si può posizionare?

Si, tra i tanti aspetti negativi di un sito in flash, c'è anche quello di penalizzare pesantemente il posizionamento dello stesso nei motori di ricerca.

Google è l'unico motore di ricerca che indicizza i siti in flash, ma con grosse limitazioni imposte dalla loro struttura:

  • non esistono link interni 
  • non possono essere valutati link esterni 
  • mancano tutti quegli elementi caratteristici che, in una pagina tradizionale, concorrono all'indicizzazione della stessa (meta-tag, immagini e relativi tag, ecc.) 
  • non è possibile gestire URL seo-friendly 
  • maggior tempo di caricamento delle pagine

Esistono alcune tecniche per ridurre i problemi SEO nei siti flash ma, considerata ormai l'obsolescenza di questo strumento, è di gran lunga preferibile adottare la soluzione più radicale di rifare il sito in php o HTML5.

mercoledì 14 ottobre 2015

Come convinco le persone a creare link che rimandano al mio sito web?

Domanda posta da I.D. su "Senza nome resta un sogno":

Come faccio secondo voi a convincere le persone a creare link che rimandano al mio sito web?

L'unico modo è quello di creare contenuti interessanti ed originali, in modo che gli utenti siano portati a condividerli in maniera naturale perché li trovano utili.
Potrai agevolarne la diffusione seminando ad arte link al tuo sito attraverso i social network, o inserendoli in commenti su siti e blog.
E quel "ad arte" presuppone che tu inserisca il link in maniera corretta, ovvero nell'ambito di un commento pertinente e senza eccedere (che altrimenti diventa spam...).

Quindi, ad esempio: se hai un blog di ricette, puoi cercare altri blog simili; e in un post dove viene illustrata la ricetta della torta di mele, puoi inserire un commento del tipo "io invece la torta di mele la faccio così: [link]"
Se la tua ricetta è significativamente differente rispetto a quella oggetto del post (e, soprattutto, se la tua torta di mele è più buona!) allora la gente sarà naturalmente portata a visitare il tuo blog, e magari anche a condividere il link alla tua ricetta.

Altro mezzo: rendi la condivisione dei tuoi contenuti il più semplice possibile.
Esistono moltissimi strumenti da inserire nel sito per favorire, ad esempio, la condivisione di una pagina o di un post sui social network, o per inviarlo per email... scegline uno ed inseriscilo in maniera visibile, in modo che l'utente sia invogliato ad usarlo.

lunedì 12 ottobre 2015

Cos'è il codice Authinfo?

Domanda posta da F.R. su "Senza nome resta un sogno":

Ciao a tutti, vorrei spostare il mio sito su un altro gestore che mi costa molto meno dell'attuale, ma mi è stato chiesto un codice "auth info" e non so cos'è, né a cosa serve.

Il codice authinfo è una sorta di password indispensabile per eseguire operazioni sul dominio, come modificare il registrante o trasferire il proprio dominio presso un altro Registrar.

Se il tuo dominio è un .it, in teoria il codice authinfo dovrebbe essere già in tuo possesso: per regolamento, infatti, il Registrar deve comunicarlo al Registrante al momento della registrazione del dominio.
Per le estensioni .com .net .org .biz .info .us .cc, l’assegnazione è invece successiva alla Registrazione.
Se hai a disposizione un pannello di controllo per la gestione del tuo dominio, spesso è presente una funzione per richiedere l'invio dell'authinfo; altrimenti devi richiederlo al Registrar attuale.

Il codice authinfo va conservato molto gelosamente: chiunque ne entri in possesso potrebbe facilmente trafugarti il dominio, effettuandone il trasferimento e cambiandone la titolarità.

sabato 10 ottobre 2015

come aumentare la velocità di WordPress

Di modi per aumentare la velocità di WordPress ce ne sono tanti: ottimizzare l'uso delle immagini, installare appositi plug-in, regolare sapientemente l'uso della cache...

C'è però un banale e sporco trucchetto, immediato da realizzare ma che pochi conoscono e pochissimi applicano...

Nel caso non sia già presente, inserite nel file wp-config.php la seguente riga:

/** set the memory limit for WordPress*/
define(‘WP_MEMORY_LIMIT’, ’128M’);

Per default WordPress utilizza solo 40 MB di RAM; molto spesso però, anche se utilizzate un servizio di hosting shared la quantità di RAM messa a vostra disposizione è di molto superiore (spesso 128 MB).
E la RAM, notoriamente, è una di quelle cose che più ce n'è, meglio è...
Quindi, perché castrarsi ad usarne solo 40 MB quando ce n'è a disposizione di più?
Impostate wp_memory_limit a quello che è il limite effettivo della RAM disponibile, e la sfrutterete tutta... con grande vantaggio della velocità del vostro sito.

Come scoprire quanta RAM si ha a disposizione?

Un modo banale è quello di chiedere: e quindi, domandarlo al vostro hosting provider oppure a chi gestisce il vostro server (se avete la fortuna di avere un server dedicato o un VPS)

In alternativa: utilizzate la funzione phpinfo()

Questa vi fornirà una marea di utili informazioni sul vostro ambiente di hosting; tra le altre, controllando il valore del parametro memory_limit scoprirete quanta è la RAM a vostra disposizione.


venerdì 9 ottobre 2015

Un concorrente potrebbe peggiorare l'indicizzazione del mio sito?

Domanda posta da S.S. su "Senza nome resta un sogno":

Ciao a tutti, avre una domanda per gli esperti. Secondo voi un concorrente potrebbe fare un qualcosa per peggiorare il rendimento del mio sito nei risultati di ricerca su google?

I competitor possono peggiorare il ranking delle tue pagine in due modi differenti:


  • in maniera lecita, lavorando all'ottimizzazione delle proprie pagine e scalando posizioni nelle SERP a scapito dei tuoi posizionamenti;
  • attraverso tecniche cosiddette “black hat” ovvero penalizzando l’autorevolezza del tuo dominio.


Nel primo caso significa che realizza un sito web la cui indicizzazione e il SEO è migliore del tuo.

Nel secondo caso sono tante le azioni possibili:


  • può sommergere il tuo sito di commenti fake e spam; 
  • può spargere ad arte link al tuo sito in siti "poco consoni" o comunque poco attinenti (questi link, opportunamente studiati, possono incidere negativamente sul posizionamento); 
  • può effettuare grossolano spam, apparentemente a favore del tuo sito; 
  • può pilotare contro il tuo sito attacchi DDOS, rendendolo irraggiungibile o lento (questa azione, prolungata nel tempo, incide negativamente sul posizionamento).
... ed altre ancora ...

martedì 6 ottobre 2015

Si possono rimuovere le informazioni collegate al mio sito dai risultati di ricerca di Google?

Domanda posta da G.P. su "Senza nome resta un sogno":

Si può in qualche modo rimuovere le informazioni collegate al mio sito dai risultati di ricerca di Google?

Basta inserire all'interno del proprio sito un file robots.txt (la cui presenza è sempre auspicabile). All'interno di questo file è possibile inserire le istruzioni affinché i motori di ricerca escludano dall'indicizzazione determinate pagine o anche tutto il sito.

Ad esempio, inserendo nel file robots.txt la seguente riga:

Disallow: /

si otterrà che tutto il sito non verrà più indicizzato.

La modifica sarà efficace dal successivo scan da parte dei motori di ricerca (il che può significare giorni, o anche settimane).

E' possibile accelerare l'efficacia di queste misure con l'uso di strumenti quali la Search Console ex strumento per i webmaster di Google. Ecco il link alla guida ufficiale https://support.google.com/webmasters/answer/1663691?hl=it

mercoledì 30 settembre 2015

Come si scopre chi ha registrato un dominio con Whois Privacy?

Domanda posta da P.S. su "Senza nome resta un sogno":

Avrei bisogno di un favore: sapreste dirmi chi ha registrato https://nyum.social/?

Non sempre è possibile conoscere il Registrante (titolare) di un certo dominio: per alcune estensioni esiste un'opzione, cosiddetta "whois privacy" che oscura questi dati.
E per questo dominio è proprio questo il caso.

Nel caso di contenzioso, è necessario procedere per vie formali ed ufficiali per "entrare in contatto" .  Oppure, per contatti "informali", puoi utilizzare il portale messo a disposizione dall'azienda che gestisce il servizio "whois privacy" per questo dominio: https://www.domainsbyproxy.com/default.aspx

Altrimenti, puoi contattare (sempre in via informale) chi gestisce il sito attraverso i canali social riportati sullo stesso (però, ribadisco, si tratta di contatti del tutto informali, e che non hanno nessun valore legale, almeno in Italia).

Il sito è dotato di un certificato SSL: dai dettagli dello stesso puoi ricavare un indirizzo email che non riporto qui per questioni di riservatezza, anche se l'informazione è disponibile pubblicamente nel certificato. La Privacy è una cosa complicata... ;-)
Questo indirizzo non aiuta a far luce sull'identità del Registrante, ma ti fornisce forse un canale di contatto più diretto.

Si può indicizzare un blog con le sole immagini?

Domanda posta da F.R. su "Senza nome resta un sogno":

Ciao una domanda: per avere il mio blog indicizzato bene devo aggiornarlo per forza con degli articoli di testo o posso pubblicare anche delle foto?
Perché non ho molto tempo per scrivere e invece con le foto farei molto prima a pubblicarne anche quattro o cinque al giorno.

L'indicizzazione delle immagini dipende soprattutto dal testo associato alle stesse: sotto forma di TAG e METATAG, di testo ALT, di nome del file (un file di nome CV456784.jpg verrà ignorato, un file di tipo mela-rossa.jpg invece può essere indicizzato; attenzione ad usare il trattino "-" e non quello basso "_"), e di tutto il testo circostante.

Quindi, al minimo dovrai dare alle tue immagini dei nomi significativi, ma meglio sarebbe intervenire anche su tutti gli elementi di testo di contorno: inserire una didascalia, del testo alternativo, ecc.

Importante anche incentivare il meccanismo dei commenti alle stesse da parte dei visitatori: i commenti creeranno contenuti testuali, che verranno indicizzati e che contribuiranno all'indicizzazione delle immagini.
E' importante favorirne anche la condivisione sui social: anche questo contribuirà all'indicizzazione delle immagini.

martedì 29 settembre 2015

Si può registrare un dominio con tutte le estensioni?

Domanda posta da G.R. su "Senza nome resta un sogno":

Vorrei registrare un .it, ma pensavo di registrare anche tutte le altre estensioni (.com, .net etc etc). C'è un modo per prenderle tutte? Non vorrei che il nome del mio dominio un giorno venga preso da altri con un'altra estensione.

E' una buona misura, anche se ti consiglio di limitarti solo alle estensioni principali: oltre al .it, i gTLD: .net, .org, .info, .com, ed eventualmente i ccTLD geograficamente a noi più vicini oppure per i quali il tuo "brand" possa avere un interesse specifico. In aggiunta anche .eu, ma anche .de se, per esempio, c'è qualche interesse (anche solo potenziale) in Germania o .es per la Spagna.

Volere oggi registrare tutte le possibili estensioni è molto impegnativo, anche in termini economici (si tratta di alcune centinaia di estensioni, con un costo complessivo stimato di diverse migliaia di euro all'anno di canoni di registrazione).

Per i newTLD (che ormai sono migliaia) esistono dei servizi specifici che, pur non registrando ogni singolo dominio, ti permettono di tutelarlo impedendone la registrazione da parte di terzi; ma si tratta di casi particolari, utili quando il brand da tutelare sia particolarmente appetibile.

Se effettuo più redirect devo pagarli singolarmente?

Domanda posta da L.L. su "Senza nome resta un sogno":

Se io registro diversi domini ma li lascio vuoti, e li indirizzo tutti sullo stesso sito, devo pagare lo stesso per tutti o posso pagarne uno solo?

Dipende dalle politiche commerciali del tuo provider di hosting.

Il risultato si può ottenere in due maniere differenti:


  • un servizio di hosting con gestione degli alias (spesso definito "multidominio") + enne registrazioni di dominio
  • un servizio di hosting standard + enne registrazioni di dominio con redirect


Molti provider forniscono il redirect compreso nella registrazione del dominio, altri no.
Ed alcuni provider limitano il numero di alias utilizzabili per un singolo hosting.

Quindi, devi valutare l'offerta di ogni singolo provider di hosting (non limitandoti al puro prezzo, ma anche valutando il servizio offerto... e questa è la cosa più difficile!)

lunedì 28 settembre 2015

Servizio clienti: meglio una chat o una mail?

Domanda posta da F.M. su "Senza nome resta un sogno":

Ciao a tutti, vorrei chiedervi se è possibile integrare una chat su un sito che ha ecommerce. Secondo voi è meglio gestire l'assistenza clienti con una chat invece che con le mail? Si paga come servizio o ci sono plugin?

Esistono sia strumenti gratuiti che a pagamento.

È consigliabile in ogni caso appoggiarsi ad infrastrutture esterne piuttosto che "gestirsi completamente in casa" il tutto, in quanto nella gestione di una finestra di chat vi sono aspetti tecnici non banali, la cui risoluzione può richiedere un impegno sproporzionato rispetto all'uso che ne viene fatto.

Inoltre, l'uso di strumenti standard (che permettono, ad esempio, di integrare in WordPress una chat utilizzando Skype) hanno il vantaggio di non richiedere agli utenti l'installazione di software particolari, e quindi di incoraggiarne l'uso (mentre invece la richiesta di installare un qualsiasi software fa spesso desistere l'utente).

A parte gli aspetti tecnici, desidero però richiamare l'attenzione sui problemi di sicurezza che comporta l'implementazione di una chat. Dipende ovviamente su "cosa" forniamo assistenza (fornire assistenza via chat per l'uso, ad esempio, di una lavatrice è ben diverso che non per l'uso di una PEC, di un servizio di hosting o di una consulenza legale). La chat è infatti un pericolosissimo veicolo per il cosiddetto "social engineering", ovvero tutti quei sotterfugi con cui un malintenzionato può riuscire ad ottenere informazioni riservate da un servizio di assistenza. Bisogna implementare stretti protocolli per l'identificazione della persona con cui si sta chattando, perché l'utente che si presenta in chat come Mario Rossi non è necessariamente il nostro cliente Mario Rossi. E dopo che questi protocolli sono stati implementati, bisogna rispettarli, sempre. Perché è sicuro che, quando capiterà, il malintenzionato ci propinerà una scusa molto convincente per chiederci "per questa volta" di violarli, perché "è una situazione grave e di emergenza". La loro fantasia è infinita, e sanno essere pericolosamente convincenti.

lunedì 21 settembre 2015

L'aritmetica fantasy di Repubblica

Io sono profondamente convinto di un concetto:

Se disponi dei rudimenti di aritmetica elementare ("più-meno-volte-diviso") in Italia avrai GROSSISSIME difficoltà a fare il giornalista.
Se poi hai una benché minima conoscenza degli "ordini di grandezza" (quella cosa che ti permette di stabilire che una tonnellata non è solo "più pesante di un kg, ma è MILLE volte più pesante), allora ti è definitivamente preclusa la strada di "giornalista scientifico".

Analizziamo un curioso articolo pubblicato nientepopodimeno che su "Repubblica Scienze" (mica pizza e fichi, eh!): "Frodo non ce l'avrebbe mai fatta ad arrivare a Mordor. Parola di scienziato"

Un articolo che, già nel suo riassunto, si dimostra un perfetto candidato per il Premio Ig Nobel, su cui anzi pone una seria ipoteca.

Un gruppo di ricercatori inglesi ha fatto un calcolo paradossale: "La Compagnia dell'anello" descritta da Tolkien ha avuto cibo a sufficienza durante il suo viaggio verso la Terra d'Ombra? Per gli studiosi la risposta è no: sarebbe servito troppo pane elfico
Questa presunta "materiale impossibilità", secondo lo sconosciuto autore dell'articolo di "Repubblica Scienze", sarebbe dimostrata dai seguenti fatti:

Punto di partenza della ricerca, il conteggio delle calorie necessarie per una compagnia composta da nove membri: quattro hobbit, un elfo, tre umani e un nano, in viaggio per ben 92 giorni. Secondo Rosetti e Manoharan sarebbero state necessarie  minimo 1.780.214,59 calorie. Per stabilire l'apporto calorico necessario al gruppo, gli scienziati hanno prima calcolato il metabolismo basale di ogni genere coinvolto, ossia il valore minimo di energia richiesta perché le cellule sopravvivano. Secondo la stima, un umano della Terra di Mezzo avrebbe quindi bisogno di circa 1.700 calorie al giorno, un elfo di 1400 mentre un hobbit, che misurando circa 107 centimetri camminerebbe a un passo più spedito degli altri consumando di conseguenza di più, di 1.800 calorie.

Già non può sfuggire il ridicolo di spingere fino al secondo decimale un calcolo basato su ipotesi che non possono che esser approssimative, ma accettiamole pure per vere. Tanto, siamo in un romanzo fantasy, e la "sospensione dell'incredulità", ci insegna J.R.R. Tolkien, è un meccanismo fondamentale.

(Se non ci fosse questa "sospensione dell'incredulità", dovremmo anche obiettare che il Lembas viene consegnato alla Compagnia dell'Anello solo quando partono da Lothlórien, e che fino a quel momento si sono basati su viveri "convenzionali" ottenuti lungo la strada: certamente alla Taverna del Puledro Impennato non hanno acquistato Lembas, ed hanno lasciato gran Burrone con un asino carico di viveri...)

Quindi, in definitiva: dimentichiamoci pure di aver letto "Il Signore degli Anelli" (così magari ci mettiamo anche su un piano di parità con gli autori), ed accettiamo questo presupposto: per 92 giorni di cammino, la Compagnia dell'Anello ha bisogno di trascinarsi dietro viveri per 1.781.000 "calorie" (nota: quelle normalmente indicate come "calorie" riferite ad apporto nutrizionale, in realtà in fisica sono kilocalorie, simbolo kcal).

Nell'articolo si passa poi a valutare quanto Lembas sarebbe necessario per costituire questo milione-settecentomila-e-rotti calorie, e come apporto calorico dello stesso viene proposta una stima "circa 2.638,5" (non viene indicata l'unità di misura, anche se presumiamo si tratti di calorie; sarebbe curioso recuperare l'etichetta nutrizionale originale di una confezione di Lembas: "apporto calorico tot kcal, carboidrati tot%, lipidi tot%, proteine tot%, attenzione: può contenere tracce di frutta in guscio")

Sembrano tante 2638,5 kcal? In realtà no: sono quelle contenute in cinque etti di Nutella. E la Nutella non è neanche prodotta dagli Elfi.

Vabbeh, andiamo avanti...

Gli "scienziati" proseguono:

 Per restare in vita, la Compagnia dell'Anello avrebbe dovuto consumare in totale 677 Lembas al giorno: 214 ripartiti fra Gandalf, Aragorn e Boromir, 99 per il nano Gimli, 60 per Legolas e 304 per gli hobbit. La conclusione dei due ricercatori? Oltre 62mila dolcetti sarebbero un peso eccessivo da trasportare per chiunque, figurarsi per un gruppo di 9 persone impegnate a raggiungere il cuore di Mordor.

Eh no, qui cambiamo le carte in tavola!
Hanno già in precedenza stabilito che il fabbisogno complessivo della Compagnia dell'Anello è di  1.781.000 kcal per 92 giorni, non di 1.781.000 kcal al giorno!
Quindi, quante porzioni di Lembas servono per 1.781.000 kcal ?

Ce lo rivela una astrusa e complessa operazione di aritmetica elementare, detta "divisione" (certamente ignota al giornalista italiano medio)

1.781.000 / 2638,5 = 675

Quindi, la Compagnia dell'Anello avrebbe avuto bisogno di 675 porzioni di Lembas, e non 62.000 !!!

Quanto pesa una porzione di Lembas?
Anche qui ci farebbe comodo l'etichetta della confezione originale ma, avendola persa, andiamo ad occhio: un etto?
Quindi, 675 porzioni di Lembas pesano complessivamente

100 g x 675 = 67,5 kg

(nota: altra astrusa e complessa operazione di aritmetica elementare, detta "moltiplicazione", resa esoterica dalla contemporanea conversione di unità di misura di peso, da g a kg: roba che Enrico Fermi levati...)

67,5 kg per nove persone... distribuite tra le stesse, sono 7,5 kg a testa.
per trasportare i propri viveri, ad ogni membro della Compagnia era sufficiente uno zainetto...

NOTA IMPORTANTE: non so se gli autori delle castronerie sopra evidenziate siano gli "scienziati" autori dello "studio" originale, apparentemente pubblicato sul "Journal of interdisciplinary science topics" dell'Università di Leicester, oppure l'ignoto autore dell'articolo su Repubblica.
SICURAMENTE quest ultimo non è innocente perché, quando anche l'errore originale fosse degli autori, lui avrebbe dovuto scoprirlo ed evidenziarlo utilizzando gli avanzatissimi e sofisticatissimi strumenti da me sopra applicati: ed il suo lavoro di bravo giornalista sarebbe consistito nel fare critica, dando la notizia "Ma guardate che incapaci mattacchioni sono quelli dell'Università di Leicester"...
Se volete verificarlo, il sito del "Journal of interdisciplinary science topics" è al seguente link:
 https://physics.le.ac.uk/jist/index.php/JIST
Io, personalmente, reputo di averci perso sopra fin troppo tempo, e non ho intenzione di dedicarne altro solo per capire CHI sia esattamente l'autore di una madornale sciocchezza...
Se voi lo scoprite, intervenite pure qui nei commenti...



giovedì 10 settembre 2015

Quanto tempo serve per registrare un dominio?

Domanda posta da I.L. su "Senza nome resta un sogno":

Ciao! Mi hanno detto che i tempi per registrare un dominio sono infiniti. Mi confermate per favore i tempi effettivi di registrazione? In caso, dopo quanto tempo dalla registrazione posso effettivamente usare il mio dominio?

Per la registrazione servono pochi secondi (possiamo arrotondare per eccesso ad un minuto), per l'attivazione da parte del Registro (dopo i necessari controlli tecnici) massimo due ore, per la completa propagazione su tutta la rete internet massimo 24 ore.
Questa, come ipotesi pessimistica. Nella realtà, normalmente, in un paio di ore un nuovo dominio è già attivo e funzionante.

martedì 8 settembre 2015

come faccio a registrare un “dominio geografico”?

Domanda posta da A.P. su "Senza nome resta un sogno":

Ciao a tutti, come faccio a registrare un “dominio geografico”? Penso che per lavoro mi potrebbe aiutare avere dominio di questo tipo, magari per incrementare le mie vendite. Mi potete aiutare?

I "domini geografici" sono solo dei particolari domini .it, legati alle regioni, province e comuni italiani. Quindi, ad esempio, invece di miodominio.it è possibile registrare miodominio.milano.it oppure miodominio.mi.it

Hanno il vantaggio di indirizzare con più precisione l'utente verso un entità che gli sia geograficamente vicina, e danno qualche vantaggio SEO favorendo la geolocalizzazione del dominio.

Sono importanti se la tua attività è, appunto, legata al territorio e ti rivolgi soprattutto agli abitanti di un certo comune o di una determinata provincia.

E' possibile anche registrarne più di uno, per "coprire" con le informazioni relative diverse aree geografiche (quindi, per esempio: affitto-studenti.venezia.it e affitto-studenti.padova.it: siti identici, ma indirizzati a differenti aree geografiche, ognuno con le offerte più appropriate).

I domini geografici si registrano come tutti gli altri, ed anche il costo è il medesimo.

Poiché sono tantissimi, non tutti i Registrar danno la possibilità di registrarli direttamente dal proprio sito: in quel caso contatta il Registrar che hai scelto e chiedi istruzioni.

venerdì 4 settembre 2015

EWWW Image Optimizer ed exec()

EWWW Image Optimizer è un popolare plugin per WordPress, che ha lo scopo di ottimizzare l'uso delle immagini caricate sul sito, ridimensionandole adeguatamente e minimizzandone quindi il relativo "peso" in KB.
Il vantaggio è sia per il navigatore (che caricherà il sito più velocemente) sia per l'hosting del sito (che consumerà meno banda).

Tuttavia frequentemente, una volta installato il plug-in, si otterrà il seguente messaggio di errore:

EWWW Image Optimizer richiede exec(). Il tuo amministratore di sistema ha disabilitato questa funzione

Quale il motivo? E come risolverlo?

Il motivo è presto detto: questo plugin richiede che sul server sia abilitata la funzione exec().
Se abbiamo noi la gestione del server, nessun problema: basterà abilitarla.
Ma se invece (come accade quasi sempre) siamo su un hosting condiviso ("shared"), e quindi non possiamo configurarlo a nostro piacimento?
Infatti quasi tutti gli hosting shared NON abilitano la funzione exec(), e lo fanno per motivi di sicurezza: questa funzione rappresenta infatti un delicatissimo "cavallo di troia", che permette facilmente abusi e rende molto semplice "bucare" il server.
E quando ad usare quel server sono centinaia (o anche solo decine) di utenti, non è da chiedersi "se" questo abuso capiterà, ma solo "quando" capiterà.
Perché l'unica misura sicura per prevenire abusi attraverso la funzione exec() è quella di disabilitarla.

Quindi, se siamo su un hosting shared, NON potremo usarla.
(Se poi per caso siamo su un servizio shared e la funzione è abilitata, ci converrà valutare attentamente l'opportunità di spostarci su un servizio hosting più sicuro, che NON la abiliti...)

E allora?

Il plugin ha questa peculiare caratteristica, per cui può essere utilizzato:
- su server che abbiano abilitato la funzione exec() (e quindi server dedicati o VPS)
- oppure interfacciandosi via API con l'apposito servizio esterno a pagamento, fornito dai produttori del plug-in: https://ewww.io/plans/

"A pensar male si fa peccato...", perciò in questo caso verrebbe da pensare che si tratti di una scelta deliberata degli autori del plugin, per incentivare la vendita del loro servizio.
Ma... e se anche fosse? Cosa c'è di male?
Il plugin funziona ottimamente, viene fornito gratuitamente... quand'anche per funzionare richiedesse l'acquisto di un servizio esterno, in cosa consisterebbe lo scandalo? Soprattutto in considerazione del fatto che il costo del servizio è davvero limitato: per la quasi totalità dei blog realizzati su WordPress, che abbiano meno di 200 immagini, il servizio costa solo 1 $ al mese...



domenica 30 agosto 2015

Come ottenere da Google i sitelinks nella SERP

Alcuni siti vengono presentati da Google nella SERP evidenziandone la struttura e le pagine principali:


Questo formato viene indicato come "sitelinks", ed è evidente che regala maggior visibilità al sito, inducendo più facilmente l'utente a cliccare sul sito principale o su una delle "sezioni".
Tuttavia, non tutti i siti riescono ad ottenerlo; e su cosa si debba o non debba fare per ottenerlo girano svariate teorie.

Cominciamo con lo sfatare alcune di queste teorie (ma forse meglio sarebbe definirle "leggende metropolitane").

Cosa NON serve per ottenere i sitelinks:


  • Il sito deve avere un elevato Pagerank
    FALSO!
    I sitelinks sono presenti per molti siti con Pagerank 0
  • Il sito deve venir aggiornato molto frequentemente, meglio se quotidianamente
    FALSO!

    I sitelinks sono presenti per molti siti che non vengono aggiornati da mesi 
  • Il sito deve essere molto trafficato
    FALSO!

    I sitelinks sono presenti anche per siti con pochissimo traffico
  • Il sito deve avere molte pagine
    FALSO!

    I sitelink sono presenti anche per siti con mezza dozzina di pagine
  • I sitelinks si ottengono attraverso una particolare e complicata procedura, che deve essere seguita (ovviamente, a caro prezzo!) da un guru del SEO
    FALSO!

    I sitelink sono presenti anche per siti "fatti in casa" da utenti che di SEO non ne sanno assolutamente nulla
  • I sitelinks si ottengono attraverso i Google Webmaster Tools
    Falso, almeno parzialmente.

    Google Webmaster Tools non ha alcuno strumento per realizzare i sitelinks; però ha uno strumento per controllarne la struttura, e ci permette di fare in modo che i sitelinks vengano realizzati più velocemente

E allora, cosa è bisogna fare, per ottenere 'sti benedetti sitelinks?

Bastano due cose:
  1. Il sito deve avere una struttura di navigazione evidente, lineare e logica
  2. tutte le pagine interne del sito che sono in qualche maniera correlate tra loro, devono essere linkate tra di loro 
Insomma, la scoperta dell'acqua calda: se il sito è ben realizzato, se ha una struttura di menu per le pagine logica e semplice, se i link interni sono correttamente distribuiti, non solo otterremo che l'utente è agevolato nella navigazione, ma anche il crawler di Google sarà capace di rilevarla e quindi di riproporla.
E questo in maniera del tutto automatica, senza dover far nulla altro... 

Attenzione che i sitelinks non verranno proposti immediatamente nella SERP, ma solo dopo che il crawler di Google avrà rieseguito lo scan del nostro sito! Il che significa che ci potrebbero volere anche giorni, o addirittura settimane, perchè una qualche nostra modifica abbia effetto... 

E allora, qual'è l'utilità dei Google Webmaster Tools per i sitelinks?

Intanto, attraverso i Webmaster Tools possiamo controllare la struttura dei sitelinks, e magari intervenire sul sito per correggerla nel caso vi sia qualche incongruenza.
Inoltre, attraverso i  Webmaster Tools possiamo forzare un nuovo re-scan del sito da parte del crawler di Google, ed accelerare quindi la realizzazione o l'aggiornamento dei sitelinks dopo qualche modifica.



domenica 23 agosto 2015

La storia dei powerbank ad 1 € su Amazon...

Veloce riassunto dell'antefatto:

Il 20 agosto 2015 comincia a rimbalzare su vari social network la notizia di un'offertissima su Amazon: un powerbank EACHINE Y5 (venduto normalmente a 19,99 €) offerto a solo 1 € dal venditore Doeracil


L'offerta è strana: sul sito di Amazon non è pubblicizzata, l'oggetto viene apparentemente proposto al prezzo regolare di 19,99 e , e solo al momento di effettuare il pagamento viene applicato un non meglio specificato "sconto promozionale" di 18,99 € , portando quindi il prezzo al fatidico "1 €".

La questione puzza, sa tanto di bug nel modulo d'ordine o di errore del venditore... però, perché non approfittarne?

La rete sembra impazzire: chi ne ordina uno, chi 10, chi 20, chi 99 ...

Io personalmente non ho bisogno di un powerbank, non ne sento la necessità, fino ad oggi sono vissuto benissimo senza, e in definitiva sarebbe solo l'ennesimo gadget su cui si perde tempo a tenerlo carico e preoccuparsi se e perché non funziona (ed è garantito che, dopo aver perso tempo per mesi a tenerlo carico, ricordarsi di prenderlo, ricordarsi di non lasciarlo sotto carica inutilmente... nel momento in cui servirà sarà sicuramente scarico).
Però, ad 1 € ... cedo alla maledetta tentazione, e lo ordino.

Pago il mio bravo euro, Amazon accetta l'ordine, mi arriva la mail di conferma, che mi annuncia la spedizione:

 La data di consegna prevista è tra sabato 29 agosto 2015 e mercoledì 16 settembre 2015... quindi, sembra tutto ok. Non resta che pazientare qualche giorno, e sembra che potrò godermi l'ennesimo, inutile gadget tecnologico.

Già dal giorno dopo sembra che a molti altri acquirenti arrivi una laconica mail di annullamento ordine. E, di conseguenza, sulla pagina delle recensioni clienti i commenti negativi si moltiplicano, e rapidamente il giudizio su questo prodotto cala da 5 stelle (il massimo) a 2 stelle.
Il che è una sciocchezza, perché la gente affibbia un giudizio negativo al PRODOTTO, mentre eventualmente il problema è del venditore ...

Alcuni esempi di queste recensioni negative:
Trovata pubblicitaria non andata a buon fine. Il rivenditore ha dato prova della sua serietà pari a zero, una stella è anche troppa.

ho letto della promozione su un sito e mi sono affrettato a fare l'ordine per 1 solo pezzo (non 10 come altri) e dopo 2 giorni di attesa, mi ritrovo con la mail "il suo ordine è stato cancellato". Trovo inaccettabile che l'ordine venga cancellato così: prima di immettere un prodotto sul mercato, uno sa benissimo quanti pezzi ha a disposizione! una volta superato il quantitativo, si mette "prodotto esaurito" e non si consente di inviare l'ordine. lo trovo profondamente scorretto! Questo venditore con me ha chiuso

Molto male, molto deluso, dopo oltre 12 ore dall'ordine, ordine annullato, modo molto antipatico per farsi pubblicità, così non va per niente bene!!!!


.. e così, dozzine e dozzine di commenti negativi si accumulano nell'arco di poche ore.


Tra le (poche) recensioni positive, si trova più equilibrio ed obiettività:

Ne avevo ordinati due. Uno è stato annullato (e ovviamente non ci sono stati addebiti). L'altro è in arrivo. Li ho ordinati, come tutti, approfittando dell'evidente errore del server. Ci mancherebbe pure che mi lamentassi dell''annullamento. Ovviamente si sono accorti dell'errore e hanno dovuto chiudere le ordinazioni. Siamo noi abbiamo provato a fare i furbi, perché accusare il venditore di essere poco serio?

Ottimo power bank e ottimo venditore, che si è trovato sommerso dagli ordini per colpa di qualcuno. Vergognosi quelli che mettono un feedback negativo, l'offerta non era per tutti ma solo per i recensori e quelli di gizchina.it si sono accorti dell'errore scavando la fossa a questo povero negozio che si è trovato sommerso dagli ordini!

Non capisco le recensioni negative, avete letteramente assaltato il venditore ordinando anche 10 caricabatterie. Sicuramente si è trattato di un loro errore il prezzo di un euro. Non per questo dovete sentirvi autorizzati a sminuire così un venditore per un errore e solo perchè non siete riusciti a far man bassa di caricabatterie per i vostri regali di natale. Voi non sbagliate mai?




A me personalmente non è arrivata per il momento alcuna mail di annullamento ordine, l'ordine lo trovo regolarmente aperto su Amazon... e quindi forse sarò tra i fortunati che il powerbank lo riceveranno.

Nel frattempo il rivenditore Doeracil ha svuotato il suo catalogo su Amazon.

Ma cosa è successo?


Difficile dirlo...

Forse un errore del rivenditore Doeracil, che ha impostato male una promozione.
Forse un bug del sistema di Amazon.
Forse una combinazione dei due punti precedenti.


Il risultato (comprensibile) è che Doeracil si è trovato sommerso di ordini... probabilmente in numero superiore alla disponibilità, e sicuramente economicamente in perdita.


Sarebbe interessante scoprire cosa è successo, se non altro come lezione per tutti quanti si occupano di ecommerce: gli strumenti a disposizione per la gestione degli ecommerce sono comprensibilmente complessi, ma spesso anche inutilmente insidiosi, farraginosi, e l'errore è sempre in agguato...
E, quando anche fosse stato un bug, è spesso la farraginosità degli strumenti che impedisce di rilevarlo tempestivamente...

E, infine, c'è sempre la possibilità dell'errore umano.
Solo che l'informatica, in questi casi, invece di aiutarci a prevenire gli errori, serve soltanto ad amplificarne in maniera esponenziale le conseguenze.

Io resto in fiduciosa attesa del mio powerbank (che se poi anche il mio ordine dovesse venir cancellato... pazienza. Sopravviverò  lo stesso...)
Nel frattempo però cerco di scoprire (o indovinare?) cosa sia successo (che mi sembra anche più interessante che non il powerbank in sé).
Stay tuned!

Aggiornamento del 27/8/2015:

Anche a me è arrivata la laconica mail di Amazon con cui mi si informa che l'ordine è stato annullato.
Vabbeh, vedrò di sopravvivere lo stesso... :-D

A questo punto la spiegazione è evidente: non si è trattato di una spregiudicata o mal calcolata operazione di marketing (il venditore è sparito dal marketplace di Amazon), ma di un banale errore.
Errare è unano, ed insistere a gettare la croce addosso al venditore è sciocco... nonostante ciò, sul sito le recensioni negative si sprecano... ne segnalo una, che almeno è spiritosa:

E mo il banchetto per fare l'abusivo in piazza chi me lo ripaga?
Delle 136 batterie comprate solo più 10 restano spaurite ad attendere il loro destino.
Addio big money, addio sogni di gloria

venerdì 21 agosto 2015

come effettuare il redirect di un dominio via .htaccess

Avete il vostro sito, che risponde all'URL mio-dominio.com

Avete anche un altro dominio (mio-vecchio-dominio.com), che volete fare in modo che venga reindirizzato su mio-dominio.com

Il metodo più efficace (anche se non il più semplice in assoluto) è quello di farlo utilizzando MOD_REWRITE nel file .htaccess

Per farlo, dovete modificare il file .htaccess di mio-vecchio-dominio.com inserendo le seguenti righe:

RewriteEngine On
RewriteBase /
Redirect 301 / http://mio-dominio.com/

In questo modo, chiunque digiterà mio-vecchio-dominio.com si ritroverà reindirizzato su mio-dominio.com

Questo funziona per la directory principale; se l'utente cerca di accedere a qualche sub-directory di mio-vecchio-dominio.com, otterrà un errore 404.

Se vogliamo svolgere un'operazione più completa, e che sia efficace anche per altre directory diverse da quella principale, dobbiamo effettuare una ulteriore piccola correzione:

RewriteEngine On
RewriteBase /
RedirectMatch 301 (.*)$ http://mio-dominio.com$1


giovedì 20 agosto 2015

Prossima la morte di Tommen Baratheon ?



In uno dei prossimi volumi di "Trono di Spade" avverrà la prematura dipartita di Tommen Lannis... pardon, Tommen Baratheon?

Si, è probabile che dovremo fare a meno di questo insulso personaggio.

Gli indizi (sapientemente disseminati da G.R.R. Martin ) sono almeno due:

Primo indizio:


Nell'appendice de "La danza dei Draghi", a proposito della Regina Margaery viene scritto:

... della casa Tyrell, [...], tre volte sposata, tre volte vedova [...]
(NOTA: sarebbe da controllare cosa c'è scritto sul testo originale, in inglese... non sarebbe la prima volta che indizi fuorvianti vengono introdotti da banali errori di traduzione! )

Secondo indizio:


La Profezia di Maggy la Rana

Maggy la Rana è una strega che vive nei boschi di Lannisport, ed a cui Cersei bambina si rivolge per conoscere il proprio futuro.

Tra il resto, Maggy la Rana fa una profezia riguardo ai figli di Cersei:
Cersei: «Il re e io avremo figli?»
Maggy: «Oh, aye. Sedici lui e tu tre. D'oro saranno le loro corone e d'oro i loro sudari. E quando sarai annegata nelle tue stesse lacrime, il valonqar chiuderà le mani attorno alla tua gola bianca e stringerà finché non sopraggiungerà la morte.»
La profezia va così interpretata:

Il Re avrà sedici figli bastardi; Cersei avrà tre figli, però concepiti non con il re Robert Baratheon ma con suo fratello Jaime Lannister.
"D'oro saranno le loro corone" indica che tutti e tre diventeranno re o regine.
E infine il "D'oro i loro sudari" lascia intendere che tutti e tre moriranno prima di Cersei.


sabato 8 agosto 2015

Che nome a dominio mi consigliate?

Domanda posta da F.V. su "Senza nome resta un sogno":

Salve! Mi chiamo F., ho 18 anni e tra alcuni mesi vorrei far partire uno dei miei primi progetti "seri". Vi scrivo per avere un semplice consiglio "flash" sul nome che vorrei dare al nuovo sito. Il sito si presenta come una sorta di raccoglitore di ricordi, quindi i temi sono il retro, il vintage, la nostalgia. Oltre a ricordi e trend del passato, pubblicherò anche articoli di news riguardanti remake del passato, notizie su personaggi influenti negli anni 80-90 e roba del genere. Dopo aver pensato a numerosissimi nomi/domini, sono arrivato alla scelta (provvisoria) di "Retromi" (o "RetroMi"). Vorrei chiedere un veloce consiglio sulla scelta del nome, grazie anticipatamente. 



RetroMi.it? Gran bel nome, mi piace!
E' evocativo, è significativo, facilmente memorizzabile... I presupposti per un sito di successo ci sono tutti.
Troppo spesso si da troppa importanza a nomi "seo friendly" che però, anche se "appetibili" ai motori di ricerca, lo sono molto meno per il target più importante: il pubblico. Eppure nomi come Google, Ebay, Spinoza sono lì, quotidianamente, a dimostrarci che il SEO non è l'unica chiave del successo di un sito ma che, anzi, questo si trova quando si ha il coraggio di percorrere sentieri inusuali...

RetroMi promette quindi di essere una bel biglietto da visita per il tuo sito; a decretarne il successo poi saranno i contenuti che creerai e la tua capacità di veicolarli e renderli popolari, ma se saprai farlo con l'originalità con cui hai scelto il nome... Il successo è assicurato!

In bocca al lupo per il tuo progetto, e non dimenticare di presentarlo su  http://www.unnomeunsogno.it!

mercoledì 5 agosto 2015

L'avviso sui cookies è obbligatorio, anche se il sito è vuoto?

Domanda ricevuta su "Senza nome resta un sogno":

Domanda ricevuta da A.R.:

Anche se sono solo un blogger devo inserire l'avviso
cookie law? Anche se non ho articoli e ho solo il sito attivo e vuoto?



Ciao Alberto,
c'è un solo caso in cui non sei obbligato ad inserire l'avviso previsto dalla Cookie Law e fornire la relativa informativa: se non usi nessun cookie (o, meglio: se usi solo cookies tecnici e di sessione).
Usare cookies non è né obbligatorio né indispensabile, e realizzare un sito "cookies free" è possibile.
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Vediamola così: se il tuo blog è comunque raggiungibile da utenza Internet, allora quello dei cookies è un problema che devi porti. Il che non significa che debba preoccupare per forza.
Devi verificare bene se e quali cookie il tuo sistema inocula o veicola nel browser dell'utente. Consiglio: non limitarti alla sola home page, verifica anche il resto. Se riscontri dei componenti di terze parti che fanno uso di cookies puoi anche decidere - visto che il sito è vuoto - di rimandare la stesura del testo per la Cookie Law disabilitando i componenti stessi.
Per farti un esempio, Google Analytics: puoi pensare di rimuoverlo e non pensarci più, oppure rimuoverlo in via temporanea per riabilitarlo una volta implementata per intero la Cookie Law nel tuo sito.

Inoltre, se vuoi approfondire, puoi leggere l'articolo sulla Cookie Law che abbiamo scritto con la collaborazione dei nostri Registrar.


domenica 2 agosto 2015

La quercia ricorda la ghianda...

La quercia ricorda la ghianda,
e la ghianda sogna la quercia,
e il tronco mutilato continua a vivere in entrambi.


(G.R.R. Martin)


sabato 1 agosto 2015

La registrazione di un dominio .it è più laboriosa?

Domanda ricevuta da Paolo Z su "Senza nome resta un sogno":

Salve, mi chiedevo se la registrazione dei domini .it sia più laboriosa rispetto alle altre estensioni.


Ciao,
nella maniera più assoluta: no.
Fino ad alcuni anni fa la registrazione dei domini .it era legata a farragginose procedure manuali (compilazione di un modulo, detto LAR, invio dello stesso obbligatoriamente a mezzo fax ecc.) e quindi richiedeva alcuni giorni per concludersi.
Oggi invece, con il cosiddetto "sistema sincrono", qualsiasi Registrar accreditato ti permette la registrazione del tuo dominio .it in maniera semplice, veloce, completamente on-line; ed il tuo dominio sarà già attivo pochi minuti dopo la registrazione.

giovedì 30 luglio 2015

centralina Schaudt Electromatic Automatik Batterie-ladesystem EBL 161 per camper

Nel mio camper la centralina elettronica è una "Schaudt Electromatic Automatik Batterie-ladesystem EBL 161"

La Schaudt è un'azienda tedesca, che ha un bel sito su cui rende disponibile gran parte dei manuali anche dei modelli più vecchi della sua produzione.
Ma ci sono due sfighe:
  • tutta la documentazione è rigorosamente solo in tedesco
  • non sono riuscito a trovare il manuale del mio modello (EBL 161). Per fortuna ce ne sono alcuni di modelli simili.



Quadro

zusatzbatterie laden                      carica batteria ausiliaria
hauptbatterie laden                       carica batteria principale


Morsettiera

All'interno, è presente una morsettiera a 10 posizioni.
Sembra che i progettisti intelligentemente abbiano resistito alla tentazione di cambiare l'ordine di uso della morsettiera per ogni modello, e che quindi il seguente schema sia stato quello standard per parecchi anni (almeno, fino alla comparsa di modelli più sofisticati, con esotismi quali la gestione di pannelli solari e linee di alimentazione per TV)

1 - batteria principale (hauptbatterie)
2 - batteria ausiliaria (zusatzbatterie)
3 - massa (masse)
4 - sonda acque reflue (sonde abwasser)
5 - sonda serbatoio acqua potabile (sonde frischwasser)
6 - alternatore (D+ Lichtmaschine)
7 - frigorifero (Kuhlschrank)
8 - (ausgang)
9 - luce (licht)
10 - pompa (pumpe)


pneumatici Hankook 175/75 R16C

Recentemente ho dovuto - mio malgrado - rottamare il mio vecchio camper SafaryWays Marco Polo (su meccanica Iveco Daily con ruote gemellate).

Da poco tempo avevo cambiato gli pneumatici; quindi adesso metto in vendita 6 pneumatici Hankook 175/75 R16C 101/99R M+S 




  • Perfetti, nessun danno
    Uno solo ha un'usura leggerissimamente accentuata su un bordo, causato da un piccolo problemino di convergenza (era montato sull'anteriore). Il problemino era stato velocemente risolto, ma il segno sul pneumatico è rimasto. Soprattutto se viene montato sul posteriore, il problema è irrilevante  
  • battistrada superiore al 90% 
  • montati in cerchi acciaio (cerchi in omaggio)
    I cerchi hanno trent'anni (si, il mio era un camper d'epoca...) ma sono ancora efficienti.
    E poi, a caval donato non si guarda in bocca... ;-) 
  • Erano montate su un Iveco Daily, ma adatte a moltissimi camper e furgoni (verificate sul libretto)
  • DOT: 2810


Il prezzo?

Solo 240 €, tutti e sei. Ovvero, appena 40 € a pneumatico.
Sono disponibili per il ritiro diretto a Trieste.
NON chiedetemi di spedirli...

Se siete interessati all'acquisto:

Altre note:


  • la sigla "M+S" sta per "mud + snow", ovvero "fango e neve".
    Sta ad indicare degli pneumatici che sono qualcosa di più di normali "quattrostagioni"; durante l'inverno vi permettono di circolare anche quando c'è l'obbligo di catene a bordo o di pneumatici da neve, ma potete tranquillamente utilizzarli anche d'estate.
    Per un camper sono un'ottima scelta anche se non prevedete di andare sulla neve: vi è mai capitato di dover uscire da un terreno erboso o, peggio, fangoso dopo la pioggia?
    Ho visto camper che usavano pneumatici normali che, per farlo, hanno avuto bisogno dell'aiuto di un trattore... mentre con degli pneumatici M+S non è stato necessario.  

La ricompensa per una cosa ben fatta...

La ricompensa per una cosa ben fatta...
è averla fatta.

(Ralph Waldo Emerson, 1803-1882)


Questo è uno degli aforismi più popolari e diffusi, ma del quale pochi conoscono l'autore.
Sinceramente, neanche io lo conoscevo... fino a pochi giorni fa.
Lo ho scoperto grazie a Topolino (n. 3112 del 21 luglio 2015), dove questa frase è citata attribuendola correttamente all'autore. Purtroppo (ed in questo Topolino mi sorprende) ne hanno sbagliato la grafia, scrivendo Waldog anziché Waldo...

martedì 28 luglio 2015

Blogspot e cookies: cosa devo fare?

Dubbio assillante per i pochi milioni di utenti che hanno un blog su blogger.com (alias blogspot.com, alias Google...):

Cosa posso/devo fare per essere in regola con la nuova, delirante normativa relativa all'informativa al navigatore sull'uso dei cookies?


domenica 5 luglio 2015

Come modificare un file pdf in maniera semplice

Se siete capitati qui, quasi sicuramente è perché state cercando la maniera più semplice e  veloce per modificare un file pdf.

Se mi chiamassi Salvatore Aranzulla, adesso vi tedierei per alcune decine di righe con elucubrazioni sul perché volete modificare un file pdf, sul fatto se sia meglio farlo on line oppure con un programma da installarvi sul PC, e quale sia la fase lunare migliore per farlo...
Per vostra fortuna io invece non mi chiamo Salvatore, quindi salto tutti i convenevoli, e passo direttamente al link:

pdfescape.com


  • è un tool on line: non vi obbliga a scaricare nulla sul PC
  • non è necessaria alcuna registrazione (potete registrarvi, ed avrete alcune feature in più, ma anche senza registrazione funziona benissimo ed è comodissimo)
  • è comodo, potente, flessibile e veloce
  • è semplice da usare 
  • funziona con Chrome, Firefox, Opera, Safari, e financo con Explorer
  • è gratis
Cosa volete di più?


Dubito che possiate trovare di meglio ma, nel caso... segnalatelo nei commenti.

sabato 27 giugno 2015

Lampade neon 12V basso costo? No grazie...

L'energia della batteria servizi in un camper è preziosa, e quindi si cerca di economizzarla in tutte le maniere...
Per l'illuminazione oggi le lampade a led sono perfette, ma fino a poco tempo fa l'unica alternativa "risparmiosa" alle energivore lampade ad incandescenza erano le lampade al neon.
Che - sinceramente - la luce prodotta dalle lampade al neon è orrenda, però obiettivamente consumano molto meno di una lampada ad incandescenza.
Oltre che fare una brutta luce, le lampade neon a 12V hanno anche il problema di essere discretamente care; ed ecco quindi proposti sul mercato molti modelli economici, rigorosamente prodotti in Cina, ed offerti ad un prezzo che è un terzo rispetto a quelle "blasonate".

Possibili problemi?
Eccoli.
Questa è una lampada "made in China" smontata da un camper, sulla quale sarà stata installata appena due o tre anni fa.



"Stranamente" non funzionava più...
Considerate anche quanto è alto il rischio d'incendio in un camper, e comprenderete perché installarle tutto sommato NON è una gran bella idea...
 

lunedì 22 giugno 2015

E' possibile addebitare spese di incasso per il pagamento con Paypal?

Capita che alcuni operatori, siti ecommerce ecc. addebitino delle commissioni per il pagamento con Paypal.
E contemporaneamente circola una leggenda metropolitana secondo la quale ciò sarebbe vietato...

Ma si tratta di una bufala.

Cosa dicono le condizioni d'uso di Paypal?

Sono consultabili qui, e sono chiarissime: https://www.paypal.com/it/webapps/mpp/ua/useragreement-full?locale.x=it_IT

4.5 Disincentivo all'uso.
Nelle comunicazioni commerciali o in altre comunicazioni pubbliche, l'utente accetta di non qualificare negativamente o denigrare PayPal come metodo di pagamento. L'utente accetta di non applicare maggiorazioni all'acquirente per l'uso di PayPal, a meno che questo non sia consentito dalle normative applicabili e accettato con un accordo siglato tra l'utente e PayPal. In questo caso, l'utente accetta inoltre che, applicando una qualsiasi forma di maggiorazione all'acquirente, è proprio obbligo e non di PayPal informare l'acquirente in merito alla richiesta di tale addebito. PayPal non si assume alcuna responsabilità nei confronti degli acquirenti qualora l'utente non avesse informato l'acquirente circa le eventuali maggiorazioni. Il mancato rispetto delle disposizioni precedenti costituisce una violazione del presente Contratto e dà diritto a PayPal di risolvere il Contratto sulla base di quanto indicato nella sezione 10.3.

Quindi, è chiaro: un operatore (p.es. di un sito ecommerce) può addebitare delle commissioni di incasso per il pagamento con Paypal, purché:

  • abbia preventivamente stilato un accordo con Paypal in tal senso
  • informi preventivamente l'acquirente in merito in maniera chiara.

 NOTA: esiste una legge (il D.Lgs 11/2010) che, all’articolo 3 comma 4, recita lapidariamente:

“Il beneficiario non può applicare spese al pagatore per l’utilizzo di un determinato strumento di pagamento”.

Questo sembrerebbe tagliare la testa al toro... però nello stesso decreto sono elencate minuziosamente moltissime eccezioni, tra cui ad esempio:

2. Il presente decreto non si applica nel caso di
[...]
n - operazioni di pagamento eseguite tramite qualsiasi dispositivo di telecomunicazione, digitale o informatico, quando i beni o servizi acquistati sono consegnati al dispositivo di telecomunicazione, digitale o informatico, o devono essere utilizzati tramite tale dispositivo, a condizione che l’operatore di telecomunicazione, digitale o informatico, non agisca esclusivamente quale intermediario tra l’utilizzatore di servizi di pagamento e il fornitore dei beni e servizi;

Quindi, traducendo dal "legalese", scopriamo che il decreto non si applica ad esempio per l'acquisto di servizi on-line (ebook, streaming audio e video, servizi di hosting, registrazione domini ecc. ecc.)

Molte altre eccezioni sono presenti in quel decreto: nel caso, valutatelo attentamente con il supporto di un professionista.

venerdì 19 giugno 2015

Come scoprire il registrante di un dominio .it?


Supponiamo che dobbiate scoprire chi ha registrato un determinato dominio .it

Il primo tentativo da fare è, ovviamente, quello di controllare sul servizio whois del nic.it (il "ramo" del CNR che, appunto, gestisce il registro dei domini .it)

Se siete fortunati, il vostro lavoro finisce qui: il servizio whois del nic.it vi fornirà nome, cognome, indirizzo, telefono ed indirizzo email del registrante.

Ma, più frequentemente, si limiterà ad indicarvi il nome e cognome del registrante, senza indicare nessun dato utile per poterlo contattare... perché, quand'anche scoprite che un certo dominio è intestato a Mario Rossi, non avete in mano molte informazioni effettivamente utili per poter contattare questo fantomatico Mario Rossi...

A questo punto, bisogna vedere il motivo per cui volete mettervi in contatto con il registrante.

Se il motivo "non è serio" (ovvero se si tratta di vostra semplice curiosità, non suffragata da nessun reale motivo o giustificazione), allora c'è poco da fare: la tutela della privacy serve anche a questo, ovvero a proteggerci dai curiosi. Il registrante ha deciso di proteggersi dai curiosi, e voi - con mezzi leciti - non ci potete fare nulla.

Se invece il motivo è serio, ovvero se avete un motivo reale e concreto per volervi mettere in contatto con il registrante (perché, ad esempio, sta violando il diritto d'autore scopiazzando un vostro testo, oppure perché nel suo sito vi diffama o vi insulta, o perché comunque lede un qualsiasi vostro diritto), allora vi viene in aiuto l'art. 5.2 del "Regolamento di assegnazione e gestione dei nomi a dominio nel ccTLD .it" (che, per vostra comodità, riporto qui):

5.2 Accesso ai dati e ai documenti relativi alla registrazione, al mantenimento e all’opposizione di un nome a dominio nel ccTLD .it anche mediante istanza ricevuta dal Registrar 
Al fine di ottenere la documentazione relativa alla registrazione, al mantenimento e all’opposizione di un nome a domino nel ccTLD .it nonché i dati riferiti all’assegnatario di un nome a dominio, chiunque abbia un interesse giuridicamente tutelato e correlato alle informazioni di cui si chiede l’accesso, deve inoltrare specifica richiesta al Registro nei modi e termini sotto riportati.
Il Registro non è tenuto a elaborare i dati in suo possesso al fine di soddisfare le richieste di accesso, ed in ogni caso la richiesta di accesso non potrà essere esperita per i documenti che non siano divulgabili a fronte di disposizione di legge o regolamentare.
Nel caso in cui l’istanza sia ricevuta direttamente dal Registrar, questi è tenuto ad adempiere secondo quanto previsto all’art. 5.2.9 “Disponibilità e richiesta di accesso ai documenti e alle informazioni per nomi a dominio mantenuti da un Registrar”. 
 
5.2.1 Elementi essenziali della richiesta di accesso 
La richiesta di accesso deve contenere:
• il nome a dominio;
• i riferimenti del soggetto richiedente;
• l’oggetto della richiesta;
• l’interesse connesso all’oggetto della richiesta;

L’istanza può essere trasmessa al Registro via posta ordinaria, via fax al numero +39 050 3153448 o tramite posta elettronica, in formato .pdf o analogo formato, all’indirizzo richiesteaccesso@nic.it.
Alla richiesta di accesso, debitamente sottoscritta, deve essere allegata una copia del documento identificativo dell’interessato. 
 
5.2.2 Soggetti legittimati
La richiesta di accesso deve essere avanzata dal soggetto che vi ha interesse; l’istanza può altresì essere presentata da persona da questi delegata. In tal caso la richiesta deve essere sottoscritta dal delegato e dal delegante, oppure il delegato è tenuto ad allegare alla richiesta la procura conferita per la gestione della procedura di accesso.
Resta inteso che nelle ipotesi sopra evidenziate all’istanza di accesso deve essere allegato il documento d’identità del soggetto interessato alla procedura di accesso.
Qualora la richiesta sia inoltrata da un legale nelle more di un procedimento giudiziario di cui il Registro è a conoscenza l’istanza può essere redatta e inoltrata direttamente dal legale stesso; diversamente l’istanza presentata dal legale deve avere i requisiti di cui al precedente comma. 
 
5.2.3 Valutazione delle richieste 
Le richieste sono valutate dal Registro che entro 10 (dieci) giorni, dal loro ricevimento, determinata la correttezza formale della stessa, darà avvio all’istruttoria mediante raccomandata A.R. anticipata all’indirizzo di posta elettronica o all’eventuale numero di fax riportati nell’istanza.
Nel caso di richieste irregolari o incomplete il Registro darà comunicazione all’istante entro 10 (dieci) giorni dal ricevimento della domanda di accesso mediante raccomandata A.R. anticipata all’indirizzo di posta elettronica o all’eventuale numero di fax riportati nella richiesta stessa.
La regolarizzazione della richiesta di accesso dovrà pervenire al Registro nei termini riportati nella comunicazione stessa.
In tal caso il termine di 10 (dieci) giorni rimane sospeso per il periodo compreso tra la comunicazione e la regolarizzazione della richiesta di accesso. 
 
5.2.4 Notifica ai controinteressati
Il Registro è tenuto a notificare l’avvio del procedimento di accesso ai soggetti, individuati o facilmente individuabili che, dalla richiesta di accesso stessa, potrebbero vedere compromesso il loro diritto alla riservatezza.
La notifica viene inviata a mezzo di raccomandata A.R. all’indirizzo risultante dagli atti del Registro. Alla comunicazione in questione viene allegata l’istanza di accesso.
I controinteressati possono presentare al Registro motivata opposizione alla richiesta di accesso entro 10 (dieci) giorni dal ricevimento della notifica via posta ordinaria, via fax al numero +39 050 3153448 o tramite posta elettronica, in formato .pdf o analogo formato, all’indirizzo richiesteaccesso@nic.it.
L’eventuale opposizione sarà oggetto di valutazione da parte del Registro ai sensi e per gli effetti di quanto previsto agli art. 5.2.6 “Esclusione del diritto di accesso” e 5.2.7 “Tutela della riservatezza”, nonché in conformità a quanto disposto in materia da norme di legge e regolamentari.

5.2.5 Limitazioni all’accesso 
Il Registro può limitare l’accesso a un documento oscurandone alcuni contenuti qualora ciò si renda necessario per salvaguardare il diritto alla riservatezza di terzi, sempre che, valutati i contenuti della domanda di accesso, le informazioni non siano rilevanti per il richiedente. 
 
5.2.6 Esclusione del diritto di accesso 
Il Registro, previa valutazione accurata degli elementi a sua disposizione e del caso specifico, può escludere l’accesso per le seguenti tipologie di documenti:
• atti e documenti rientranti nelle categorie generali individuate dall’articolo 24, comma 1 della legge 241/90;
• atti e documenti dai quali possa derivare una lesione ad interessi rilevanti individuati dall’articolo 24, comma 6, lettera a), b), e) della legge 241/90;
• documenti che riguardino la vita privata o la riservatezza di persone fisiche, persone giuridiche, gruppi, imprese e associazioni, con particolare riferimento agli interessi epistolari, sanitari, professionali, finanziari, industriali e commerciali di cui siano in concreto titolari, ancorché i relativi dati siano forniti all’amministrazione dagli stessi soggetti cui si riferiscono, quando la loro conoscenza possa arrecare grave insanabile pregiudizio ai soggetti cui le informazioni contenute nei documenti sono riferite ovvero i soggetti conferenti le informazioni abbiano evidenziato che le stesse sono assoggettate a particolari forme di tutela, in base a disposizioni di legge. 
 
5.2.7 Tutela della riservatezza 
Il Registro garantisce comunque ai richiedenti l’accesso ai documenti la cui conoscenza sia necessaria per curare o per difendere i propri interessi giuridici. Nel caso di documenti contenenti dati sensibili e giudiziari, l’accesso è consentito nei limiti in cui sia strettamente indispensabile e, in caso di dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale, nei termini previsti dall’articolo 60 del D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196.
In ogni situazione in cui sia presumibile che l’accesso possa recare pregiudizio in relazione ai casi previsti dal precedente articolo 5.2.6 “Esclusione del diritto di accesso”, il Registro valuta che l’interesse o il diritto per il quale l’interessato esercita l’accesso sia di peso pari o superiore alla tutela della riservatezza degli elementi contenuti nel documento.
Resta fermo, in ogni caso, il principio per cui i conflitti tra diritto di accesso e riservatezza dei terzi devono essere risolti nel senso che l’accesso, finalizzato per la cura o la difesa di propri interessi legittimi, prevale rispetto all’esigenza della riservatezza, nei limiti però in cui esso è necessario alla difesa di un interesse giuridicamente rilevante. 
 
5.2.8 Obblighi del richiedente
Con la sottoscrizione dell’istanza il richiedente si impegna a non far uso dei documenti ottenuti nonché dei dati personali in essi contenuti, se non per scopi strettamente indicati nell’istanza stessa, né a diffondere i predetti dati e contenuti. Il richiedente si assume altresì ogni responsabilità relativa al non corretto utilizzo dei dati personali comunicatigli. In tutti i casi esso si obbliga a tenere il Registro manlevato e indenne da ogni onere o molestia per eventuali azioni di terzi o del Registrante in relazione alla richiesta stessa ed agli eventi ad essa collegati o conseguenti.
Attraverso l’istanza il richiedente fornisce inoltre il consenso alla trasmissione dei dati personali in essa contenuti, nonché delle ragioni della richiesta ai controinteressati.
 
5.2.9 Disponibilità e richiesta di accesso ai documenti e alle informazioni per nomi a dominio mantenuti da un Registrar
Ove il Registrar riceva una richiesta di accesso alla documentazione inerente i nomi a dominio da esso mantenuti è tenuto ad anticipare tale richiesta al Registro via posta elettronica, in formato .pdf o analogo formato, all'indirizzo e-mail “richiesteaccesso@nic.it” o via fax al numero +39 050 3153448, entro il termine massimo di 5 (cinque) giorni lavorativi, dal momento in cui ha ricevuto la predetta richiesta di accesso. La richiesta di accesso dovrà altresì pervenire al Registro via posta convenzionale.
In tal caso il Registrar è tenuto a trasmettere al Registro, nel suddetto termine e con le stesse modalità, il documento scritto di registrazione del nome a dominio redatto ai sensi di quanto contenuto nel Regolamento di assegnazione e gestione dei nomi a dominio nel ccTLD .it nei modi riportati all’art. 3.12.1.1 delle Linee Guida tecniche sincrone, accompagnato da una dichiarazione sottoscritta dal legale rappresentante del Registrar, o da persona da questi delegata, che attesti la non alterazione e l’integrità del documento e delle informazioni in questo contenute.
Il Registro, valutata la richiesta, può chiedere al Registrar l’invio di ulteriore documentazione ai fini del soddisfacimento della richiesta del terzo nei modi e termini stabiliti al primo comma dell’art. 3.2 “Trasmissione al Registro del documento di registrazione e mantenimento di un nome a dominio su specifica istanza del Registro” delle Linee Guida Legali.
Una volta ricevuta la comunicazione sopra richiamata il Registro applicherà quanto previsto nella presente sezione “Accesso ai dati e ai documenti relativi alla registrazione, al mantenimento e all’opposizione di un nome a dominio nel ccTLD .it anche mediante istanza ricevuta dal Registrar”.
Qualora la richiesta di accesso ai documenti sia ricevuta direttamente dal Registro si applica quanto riportato nella presente sezione “Accesso ai dati e ai documenti relativi alla registrazione, al mantenimento e all’opposizione di un nome a dominio nel ccTLD .it anche mediante istanza ricevuta dal Registrar” e nella sez. 3 “Acquisizione dei documenti relativi alla registrazione, al mantenimento e all’opposizione per un nome a dominio mantenuto da un Registrar” delle Linee Guida legali. 





Alcuni consigli:


La richiesta presentatela direttamente al Registro (nic.it) e non al Registrar: risparmierete tempo, risparmierete un sacco di lavoro inutile al Registrar, e sarà molto più probabile che otteniate risposta.

Inviate pure la richiesta via email o fax, e risparmiate i soldi di inutili raccomandate: se reputa di doverlo fare, il Registro vi risponderà anche se lo contattate via email o fax. Se invece non reputa di dovervi rispondere, non riuscirete certo ad impressionarlo con una raccomandata.