mercoledì 30 settembre 2015

Come si scopre chi ha registrato un dominio con Whois Privacy?

Domanda posta da P.S. su "Senza nome resta un sogno":

Avrei bisogno di un favore: sapreste dirmi chi ha registrato https://nyum.social/?

Non sempre è possibile conoscere il Registrante (titolare) di un certo dominio: per alcune estensioni esiste un'opzione, cosiddetta "whois privacy" che oscura questi dati.
E per questo dominio è proprio questo il caso.

Nel caso di contenzioso, è necessario procedere per vie formali ed ufficiali per "entrare in contatto" .  Oppure, per contatti "informali", puoi utilizzare il portale messo a disposizione dall'azienda che gestisce il servizio "whois privacy" per questo dominio: https://www.domainsbyproxy.com/default.aspx

Altrimenti, puoi contattare (sempre in via informale) chi gestisce il sito attraverso i canali social riportati sullo stesso (però, ribadisco, si tratta di contatti del tutto informali, e che non hanno nessun valore legale, almeno in Italia).

Il sito è dotato di un certificato SSL: dai dettagli dello stesso puoi ricavare un indirizzo email che non riporto qui per questioni di riservatezza, anche se l'informazione è disponibile pubblicamente nel certificato. La Privacy è una cosa complicata... ;-)
Questo indirizzo non aiuta a far luce sull'identità del Registrante, ma ti fornisce forse un canale di contatto più diretto.

Si può indicizzare un blog con le sole immagini?

Domanda posta da F.R. su "Senza nome resta un sogno":

Ciao una domanda: per avere il mio blog indicizzato bene devo aggiornarlo per forza con degli articoli di testo o posso pubblicare anche delle foto?
Perché non ho molto tempo per scrivere e invece con le foto farei molto prima a pubblicarne anche quattro o cinque al giorno.

L'indicizzazione delle immagini dipende soprattutto dal testo associato alle stesse: sotto forma di TAG e METATAG, di testo ALT, di nome del file (un file di nome CV456784.jpg verrà ignorato, un file di tipo mela-rossa.jpg invece può essere indicizzato; attenzione ad usare il trattino "-" e non quello basso "_"), e di tutto il testo circostante.

Quindi, al minimo dovrai dare alle tue immagini dei nomi significativi, ma meglio sarebbe intervenire anche su tutti gli elementi di testo di contorno: inserire una didascalia, del testo alternativo, ecc.

Importante anche incentivare il meccanismo dei commenti alle stesse da parte dei visitatori: i commenti creeranno contenuti testuali, che verranno indicizzati e che contribuiranno all'indicizzazione delle immagini.
E' importante favorirne anche la condivisione sui social: anche questo contribuirà all'indicizzazione delle immagini.

martedì 29 settembre 2015

Si può registrare un dominio con tutte le estensioni?

Domanda posta da G.R. su "Senza nome resta un sogno":

Vorrei registrare un .it, ma pensavo di registrare anche tutte le altre estensioni (.com, .net etc etc). C'è un modo per prenderle tutte? Non vorrei che il nome del mio dominio un giorno venga preso da altri con un'altra estensione.

E' una buona misura, anche se ti consiglio di limitarti solo alle estensioni principali: oltre al .it, i gTLD: .net, .org, .info, .com, ed eventualmente i ccTLD geograficamente a noi più vicini oppure per i quali il tuo "brand" possa avere un interesse specifico. In aggiunta anche .eu, ma anche .de se, per esempio, c'è qualche interesse (anche solo potenziale) in Germania o .es per la Spagna.

Volere oggi registrare tutte le possibili estensioni è molto impegnativo, anche in termini economici (si tratta di alcune centinaia di estensioni, con un costo complessivo stimato di diverse migliaia di euro all'anno di canoni di registrazione).

Per i newTLD (che ormai sono migliaia) esistono dei servizi specifici che, pur non registrando ogni singolo dominio, ti permettono di tutelarlo impedendone la registrazione da parte di terzi; ma si tratta di casi particolari, utili quando il brand da tutelare sia particolarmente appetibile.

Se effettuo più redirect devo pagarli singolarmente?

Domanda posta da L.L. su "Senza nome resta un sogno":

Se io registro diversi domini ma li lascio vuoti, e li indirizzo tutti sullo stesso sito, devo pagare lo stesso per tutti o posso pagarne uno solo?

Dipende dalle politiche commerciali del tuo provider di hosting.

Il risultato si può ottenere in due maniere differenti:


  • un servizio di hosting con gestione degli alias (spesso definito "multidominio") + enne registrazioni di dominio
  • un servizio di hosting standard + enne registrazioni di dominio con redirect


Molti provider forniscono il redirect compreso nella registrazione del dominio, altri no.
Ed alcuni provider limitano il numero di alias utilizzabili per un singolo hosting.

Quindi, devi valutare l'offerta di ogni singolo provider di hosting (non limitandoti al puro prezzo, ma anche valutando il servizio offerto... e questa è la cosa più difficile!)

lunedì 28 settembre 2015

Servizio clienti: meglio una chat o una mail?

Domanda posta da F.M. su "Senza nome resta un sogno":

Ciao a tutti, vorrei chiedervi se è possibile integrare una chat su un sito che ha ecommerce. Secondo voi è meglio gestire l'assistenza clienti con una chat invece che con le mail? Si paga come servizio o ci sono plugin?

Esistono sia strumenti gratuiti che a pagamento.

È consigliabile in ogni caso appoggiarsi ad infrastrutture esterne piuttosto che "gestirsi completamente in casa" il tutto, in quanto nella gestione di una finestra di chat vi sono aspetti tecnici non banali, la cui risoluzione può richiedere un impegno sproporzionato rispetto all'uso che ne viene fatto.

Inoltre, l'uso di strumenti standard (che permettono, ad esempio, di integrare in WordPress una chat utilizzando Skype) hanno il vantaggio di non richiedere agli utenti l'installazione di software particolari, e quindi di incoraggiarne l'uso (mentre invece la richiesta di installare un qualsiasi software fa spesso desistere l'utente).

A parte gli aspetti tecnici, desidero però richiamare l'attenzione sui problemi di sicurezza che comporta l'implementazione di una chat. Dipende ovviamente su "cosa" forniamo assistenza (fornire assistenza via chat per l'uso, ad esempio, di una lavatrice è ben diverso che non per l'uso di una PEC, di un servizio di hosting o di una consulenza legale). La chat è infatti un pericolosissimo veicolo per il cosiddetto "social engineering", ovvero tutti quei sotterfugi con cui un malintenzionato può riuscire ad ottenere informazioni riservate da un servizio di assistenza. Bisogna implementare stretti protocolli per l'identificazione della persona con cui si sta chattando, perché l'utente che si presenta in chat come Mario Rossi non è necessariamente il nostro cliente Mario Rossi. E dopo che questi protocolli sono stati implementati, bisogna rispettarli, sempre. Perché è sicuro che, quando capiterà, il malintenzionato ci propinerà una scusa molto convincente per chiederci "per questa volta" di violarli, perché "è una situazione grave e di emergenza". La loro fantasia è infinita, e sanno essere pericolosamente convincenti.

lunedì 21 settembre 2015

L'aritmetica fantasy di Repubblica

Io sono profondamente convinto di un concetto:

Se disponi dei rudimenti di aritmetica elementare ("più-meno-volte-diviso") in Italia avrai GROSSISSIME difficoltà a fare il giornalista.
Se poi hai una benché minima conoscenza degli "ordini di grandezza" (quella cosa che ti permette di stabilire che una tonnellata non è solo "più pesante di un kg, ma è MILLE volte più pesante), allora ti è definitivamente preclusa la strada di "giornalista scientifico".

Analizziamo un curioso articolo pubblicato nientepopodimeno che su "Repubblica Scienze" (mica pizza e fichi, eh!): "Frodo non ce l'avrebbe mai fatta ad arrivare a Mordor. Parola di scienziato"

Un articolo che, già nel suo riassunto, si dimostra un perfetto candidato per il Premio Ig Nobel, su cui anzi pone una seria ipoteca.

Un gruppo di ricercatori inglesi ha fatto un calcolo paradossale: "La Compagnia dell'anello" descritta da Tolkien ha avuto cibo a sufficienza durante il suo viaggio verso la Terra d'Ombra? Per gli studiosi la risposta è no: sarebbe servito troppo pane elfico
Questa presunta "materiale impossibilità", secondo lo sconosciuto autore dell'articolo di "Repubblica Scienze", sarebbe dimostrata dai seguenti fatti:

Punto di partenza della ricerca, il conteggio delle calorie necessarie per una compagnia composta da nove membri: quattro hobbit, un elfo, tre umani e un nano, in viaggio per ben 92 giorni. Secondo Rosetti e Manoharan sarebbero state necessarie  minimo 1.780.214,59 calorie. Per stabilire l'apporto calorico necessario al gruppo, gli scienziati hanno prima calcolato il metabolismo basale di ogni genere coinvolto, ossia il valore minimo di energia richiesta perché le cellule sopravvivano. Secondo la stima, un umano della Terra di Mezzo avrebbe quindi bisogno di circa 1.700 calorie al giorno, un elfo di 1400 mentre un hobbit, che misurando circa 107 centimetri camminerebbe a un passo più spedito degli altri consumando di conseguenza di più, di 1.800 calorie.

Già non può sfuggire il ridicolo di spingere fino al secondo decimale un calcolo basato su ipotesi che non possono che esser approssimative, ma accettiamole pure per vere. Tanto, siamo in un romanzo fantasy, e la "sospensione dell'incredulità", ci insegna J.R.R. Tolkien, è un meccanismo fondamentale.

(Se non ci fosse questa "sospensione dell'incredulità", dovremmo anche obiettare che il Lembas viene consegnato alla Compagnia dell'Anello solo quando partono da Lothlórien, e che fino a quel momento si sono basati su viveri "convenzionali" ottenuti lungo la strada: certamente alla Taverna del Puledro Impennato non hanno acquistato Lembas, ed hanno lasciato gran Burrone con un asino carico di viveri...)

Quindi, in definitiva: dimentichiamoci pure di aver letto "Il Signore degli Anelli" (così magari ci mettiamo anche su un piano di parità con gli autori), ed accettiamo questo presupposto: per 92 giorni di cammino, la Compagnia dell'Anello ha bisogno di trascinarsi dietro viveri per 1.781.000 "calorie" (nota: quelle normalmente indicate come "calorie" riferite ad apporto nutrizionale, in realtà in fisica sono kilocalorie, simbolo kcal).

Nell'articolo si passa poi a valutare quanto Lembas sarebbe necessario per costituire questo milione-settecentomila-e-rotti calorie, e come apporto calorico dello stesso viene proposta una stima "circa 2.638,5" (non viene indicata l'unità di misura, anche se presumiamo si tratti di calorie; sarebbe curioso recuperare l'etichetta nutrizionale originale di una confezione di Lembas: "apporto calorico tot kcal, carboidrati tot%, lipidi tot%, proteine tot%, attenzione: può contenere tracce di frutta in guscio")

Sembrano tante 2638,5 kcal? In realtà no: sono quelle contenute in cinque etti di Nutella. E la Nutella non è neanche prodotta dagli Elfi.

Vabbeh, andiamo avanti...

Gli "scienziati" proseguono:

 Per restare in vita, la Compagnia dell'Anello avrebbe dovuto consumare in totale 677 Lembas al giorno: 214 ripartiti fra Gandalf, Aragorn e Boromir, 99 per il nano Gimli, 60 per Legolas e 304 per gli hobbit. La conclusione dei due ricercatori? Oltre 62mila dolcetti sarebbero un peso eccessivo da trasportare per chiunque, figurarsi per un gruppo di 9 persone impegnate a raggiungere il cuore di Mordor.

Eh no, qui cambiamo le carte in tavola!
Hanno già in precedenza stabilito che il fabbisogno complessivo della Compagnia dell'Anello è di  1.781.000 kcal per 92 giorni, non di 1.781.000 kcal al giorno!
Quindi, quante porzioni di Lembas servono per 1.781.000 kcal ?

Ce lo rivela una astrusa e complessa operazione di aritmetica elementare, detta "divisione" (certamente ignota al giornalista italiano medio)

1.781.000 / 2638,5 = 675

Quindi, la Compagnia dell'Anello avrebbe avuto bisogno di 675 porzioni di Lembas, e non 62.000 !!!

Quanto pesa una porzione di Lembas?
Anche qui ci farebbe comodo l'etichetta della confezione originale ma, avendola persa, andiamo ad occhio: un etto?
Quindi, 675 porzioni di Lembas pesano complessivamente

100 g x 675 = 67,5 kg

(nota: altra astrusa e complessa operazione di aritmetica elementare, detta "moltiplicazione", resa esoterica dalla contemporanea conversione di unità di misura di peso, da g a kg: roba che Enrico Fermi levati...)

67,5 kg per nove persone... distribuite tra le stesse, sono 7,5 kg a testa.
per trasportare i propri viveri, ad ogni membro della Compagnia era sufficiente uno zainetto...

NOTA IMPORTANTE: non so se gli autori delle castronerie sopra evidenziate siano gli "scienziati" autori dello "studio" originale, apparentemente pubblicato sul "Journal of interdisciplinary science topics" dell'Università di Leicester, oppure l'ignoto autore dell'articolo su Repubblica.
SICURAMENTE quest ultimo non è innocente perché, quando anche l'errore originale fosse degli autori, lui avrebbe dovuto scoprirlo ed evidenziarlo utilizzando gli avanzatissimi e sofisticatissimi strumenti da me sopra applicati: ed il suo lavoro di bravo giornalista sarebbe consistito nel fare critica, dando la notizia "Ma guardate che incapaci mattacchioni sono quelli dell'Università di Leicester"...
Se volete verificarlo, il sito del "Journal of interdisciplinary science topics" è al seguente link:
 https://physics.le.ac.uk/jist/index.php/JIST
Io, personalmente, reputo di averci perso sopra fin troppo tempo, e non ho intenzione di dedicarne altro solo per capire CHI sia esattamente l'autore di una madornale sciocchezza...
Se voi lo scoprite, intervenite pure qui nei commenti...



giovedì 10 settembre 2015

Quanto tempo serve per registrare un dominio?

Domanda posta da I.L. su "Senza nome resta un sogno":

Ciao! Mi hanno detto che i tempi per registrare un dominio sono infiniti. Mi confermate per favore i tempi effettivi di registrazione? In caso, dopo quanto tempo dalla registrazione posso effettivamente usare il mio dominio?

Per la registrazione servono pochi secondi (possiamo arrotondare per eccesso ad un minuto), per l'attivazione da parte del Registro (dopo i necessari controlli tecnici) massimo due ore, per la completa propagazione su tutta la rete internet massimo 24 ore.
Questa, come ipotesi pessimistica. Nella realtà, normalmente, in un paio di ore un nuovo dominio è già attivo e funzionante.

martedì 8 settembre 2015

come faccio a registrare un “dominio geografico”?

Domanda posta da A.P. su "Senza nome resta un sogno":

Ciao a tutti, come faccio a registrare un “dominio geografico”? Penso che per lavoro mi potrebbe aiutare avere dominio di questo tipo, magari per incrementare le mie vendite. Mi potete aiutare?

I "domini geografici" sono solo dei particolari domini .it, legati alle regioni, province e comuni italiani. Quindi, ad esempio, invece di miodominio.it è possibile registrare miodominio.milano.it oppure miodominio.mi.it

Hanno il vantaggio di indirizzare con più precisione l'utente verso un entità che gli sia geograficamente vicina, e danno qualche vantaggio SEO favorendo la geolocalizzazione del dominio.

Sono importanti se la tua attività è, appunto, legata al territorio e ti rivolgi soprattutto agli abitanti di un certo comune o di una determinata provincia.

E' possibile anche registrarne più di uno, per "coprire" con le informazioni relative diverse aree geografiche (quindi, per esempio: affitto-studenti.venezia.it e affitto-studenti.padova.it: siti identici, ma indirizzati a differenti aree geografiche, ognuno con le offerte più appropriate).

I domini geografici si registrano come tutti gli altri, ed anche il costo è il medesimo.

Poiché sono tantissimi, non tutti i Registrar danno la possibilità di registrarli direttamente dal proprio sito: in quel caso contatta il Registrar che hai scelto e chiedi istruzioni.

venerdì 4 settembre 2015

EWWW Image Optimizer ed exec()

EWWW Image Optimizer è un popolare plugin per WordPress, che ha lo scopo di ottimizzare l'uso delle immagini caricate sul sito, ridimensionandole adeguatamente e minimizzandone quindi il relativo "peso" in KB.
Il vantaggio è sia per il navigatore (che caricherà il sito più velocemente) sia per l'hosting del sito (che consumerà meno banda).

Tuttavia frequentemente, una volta installato il plug-in, si otterrà il seguente messaggio di errore:

EWWW Image Optimizer richiede exec(). Il tuo amministratore di sistema ha disabilitato questa funzione

Quale il motivo? E come risolverlo?

Il motivo è presto detto: questo plugin richiede che sul server sia abilitata la funzione exec().
Se abbiamo noi la gestione del server, nessun problema: basterà abilitarla.
Ma se invece (come accade quasi sempre) siamo su un hosting condiviso ("shared"), e quindi non possiamo configurarlo a nostro piacimento?
Infatti quasi tutti gli hosting shared NON abilitano la funzione exec(), e lo fanno per motivi di sicurezza: questa funzione rappresenta infatti un delicatissimo "cavallo di troia", che permette facilmente abusi e rende molto semplice "bucare" il server.
E quando ad usare quel server sono centinaia (o anche solo decine) di utenti, non è da chiedersi "se" questo abuso capiterà, ma solo "quando" capiterà.
Perché l'unica misura sicura per prevenire abusi attraverso la funzione exec() è quella di disabilitarla.

Quindi, se siamo su un hosting shared, NON potremo usarla.
(Se poi per caso siamo su un servizio shared e la funzione è abilitata, ci converrà valutare attentamente l'opportunità di spostarci su un servizio hosting più sicuro, che NON la abiliti...)

E allora?

Il plugin ha questa peculiare caratteristica, per cui può essere utilizzato:
- su server che abbiano abilitato la funzione exec() (e quindi server dedicati o VPS)
- oppure interfacciandosi via API con l'apposito servizio esterno a pagamento, fornito dai produttori del plug-in: https://ewww.io/plans/

"A pensar male si fa peccato...", perciò in questo caso verrebbe da pensare che si tratti di una scelta deliberata degli autori del plugin, per incentivare la vendita del loro servizio.
Ma... e se anche fosse? Cosa c'è di male?
Il plugin funziona ottimamente, viene fornito gratuitamente... quand'anche per funzionare richiedesse l'acquisto di un servizio esterno, in cosa consisterebbe lo scandalo? Soprattutto in considerazione del fatto che il costo del servizio è davvero limitato: per la quasi totalità dei blog realizzati su WordPress, che abbiano meno di 200 immagini, il servizio costa solo 1 $ al mese...