domenica 29 novembre 2015

Come inserire una tabella in blogspot

Le tabelle sono elementi importanti nell'impaginazione di un documento o di un post; danno un senso di ordine e aumentano la leggibilità.

Purtroppo Blogspot non offre nessun strumento per inserire e gestire le tabelle nei post: in teoria, uno dovrebbe inserirsele "a mano", scrivendosi direttamente tutto il codice HTML necessario. Impresa non difficilissima (almeno se si hanno rudimenti elementari di HTML), ma abbastanza tediosa, soprattutto se si desidera formattare la propria tabella in maniera non elementare.

Per intenderci, una tabella semplicissima, come la seguente:

 
intestazione prima colonna intestazione seconda colonna
intestazione prima riga prima riga, prima colonna prima riga, seconda colonna
intestazione seconda riga seconda riga, prima colonna seconda riga, seconda colonna

richiede che si scriva il seguente codice:

<table border="1">  <tbody><tr>    <th></th>    <th>intestazione prima colonna</th>    <th>intestazione seconda colonna</th>  </tr><tr>    <td>intestazione prima riga</td>    <td>prima riga, prima colonna</td>    <td>prima riga, seconda colonna</td>  </tr><tr>    <td>intestazione seconda riga</td>    <td>seconda riga, prima colonna</td>    <td>seconda riga, seconda colonna</td>  </tr></tbody></table>

Se poi vogliamo usare tecniche più sofisticate (celle di differente colore, fondere assieme più celle, stili di testo differenti nelle varie celle) allora la quantità di codice da scrivere diventa veramente pesante; e, per esperienza, per quanto lo si scriva in maniera ordinata, è facilissimo commettere qualche errore; ed identificare gli errori nell'impaginazione HTML delle tabelle non è né semplice né gratificante.

Per fortuna ci viene in aiuto un bel tool gratuito on line, HTML Table Generator

Con questo tool possiamo creare tabelle di qualsiasi dimensione, inserendo i dati in un editor visuale (oppure importandoli da vari formati, csv compreso), impaginarle in qualsiasi maniera, e creare il codice HTML relativo che poi dovrà essere semplicemente copincollato all'interno del nostro post.

Alcune note:
  • lo strumento è potente ma semplice; l'uso è più o meno autoesplicativo ed autoevidente. Prendetevi magari dieci minuti di tempo e fate qualche esperimento, per familiarizzarvi con le funzioni e scoprirne il funzionamento.
  • Opzionalmente, è possibile generare il CSS. L'inserimento del CSS in Blogger richiede però un minimo esperienza; se ce l'avete non oncontrerete difficoltà, altrimenti semplificatevi la vita e selezionate "do not generate CSS"
  • Oltre che tabelle in HTML, Table Generator può creare anche tabelle in formato testo, per LaTeX ed in altri formati.
    particolarmente quelle in formato testo possono esser utili per semplici tabelle da inserire in un post (bisogna perèò avere l'accortezza di selezionare un font non proporzionale, come
Esempio di inserimento di tabella in formato testo (usando un font non proporzionale, ovvero Courier):

+---------------------------+-----------------------------+-------------------------------+
|                           | intestazione prima colonna  | intestazione seconda colonna  |
+---------------------------+-----------------------------+-------------------------------+
| intestazione prima riga   | prima riga, prima colonna   | prima riga, seconda colonna   |
+---------------------------+-----------------------------+-------------------------------+
| intestazione seconda riga | seconda riga, prima colonna | seconda riga, seconda colonna |
+---------------------------+-----------------------------+-------------------------------+

Se invece commettiamo l'errore di usare un font proporzionale il risultato sarà il seguente.:

+---------------------------+-----------------------------+-------------------------------+
|                           | intestazione prima colonna  | intestazione seconda colonna  |
+---------------------------+-----------------------------+-------------------------------+
| intestazione prima riga   | prima riga, prima colonna   | prima riga, seconda colonna   |
+---------------------------+-----------------------------+-------------------------------+
| intestazione seconda riga | seconda riga, prima colonna | seconda riga, seconda colonna |
+---------------------------+-----------------------------+-------------------------------+



sabato 21 novembre 2015

Sostituzione relè Vimar 16610 con Finder 26.01 o 27.21

Tutto nasce dalla prematura dipartita, alcuni anni fa, di un relè Vimar Idea 16610.220 (si tratta dei normali relè ad incasso, che si usano nelle mascherine portafrutti della serie Vimar Idea, usati per comandare un carico - tipicamente una lampada - da più pulsanti)

Il Vimar Idea 16610.220 ha (anzi, aveva...) l'indubbio vantaggio di occupare lo spazio di un frutto standard, e di armonizzarsi esteticamente con gli altri frutti della serie Vimar Idea.
E scrivo "aveva" perché, ad un certo punto, la Vimar lo ha cancellato dal catalogo (con una significativa damnatio memoriae in rete, visto che non sono riuscito neppure ad ottenerne un'immagine da inserire nel post...)

relè Vimar 16610 a confronto con Finder serie 26


Gli svantaggi del relè Vimar erano tre:
  • aveva un costo sproporzionato, decisamente superiore a prodotti equivalenti
  • era un po' cervellotico nell'installazione, con una serie di contatti e ponti da fare su una morsettiera di cui non era chiarissimo l'uso di ogni contatto
  • la morsettiera non era comodissima, soprattutto considerato che per questo genere di applicazioni si usa cordina monofilare N07VK da 1,5 mm2 (e riuscire a far stare due terminali da 1,5 mm2 in uno di quei morsetti era veramente un'impresa difficile)
Quindi, quando il mio Vimar 16610.220 morì, mi fidai del mio spacciatore di materiale elettrico di fiducia che mi assicurò che altro non era che un Finder 26.01 ricarrozzato e rimarchiato da Vimar.
E su questo aveva ragione, perché la stessa Vimar riportava sul suo relè "Vimar by Finder".
Per sostituirlo presi quindi un Finder 26.01, risparmiai una discreta sommetta rispetto al suo fratellino rimarchiato Vimar (il quale, peraltro, non esisteva più).
Il risultato su che, agli svantaggi prima elencati (morsettiera scomoda, installazione un po' cervellotica) se ne aggiunse un'altra: non integrando la mascherina Vimar, e dovendo quindi usare un "tappo" Vimar Idea 16542, lo spazio non era più sufficiente: dovetti quindi eliminare il tappo copriforo, ed il relè (in plastica trasparente) rimase a vista ed un po' ballonzolante. Ma come soluzione provvisoria poteva andare.

Visto che non c'è nulla di più definitivo del provvisorio, questa soluzione è andata avanti per qualche anno, fino a che non ho scoperto l'esistenza dei relè Finder serie 27 .
  • Decisamente più compatti rispetto alla serie 26 (tanto da starsene dietro un tappo copriforo standard)
  • dotati di una morsettiera decisamente migliore rispetto alla serie 26
  • di configurazione ed installazione più semplice
Alla Finder sembra che però un po' si divertano a complicare la vita all'installatore.
Se hai prodotti analoghi ma differenti, ti aspetteresti che la numerazione della morsettiera sia uguale tra i due prodotti, giusto? beh, in Finder no.
Visto che ho dovuto spenderci su un po' di tempo per costruire la corrispondenza, ve la riporto di seguito:



      Finder 26        Finder 27
1
==>
2
A1
==>
A2
2
==>
A1




mercoledì 18 novembre 2015

Come inserire un link attivo nei commenti su Blogspot



Inserendo un commento su un blog su piattaforma Blogger / Blogspot, spesso capita di doverci inserire un link.

Se ci limitiamo a fare copia/incolla dell'URL, il risultato non sarà un "link attivo", ovvero non sarà cliccabile. Ovvero, il risultato sarà come questo:

https://remitur.blogspot.it/

Se vogliamo inserire un "link attivo", ovvero cliccabile dall'utente, dovremo ricorrere all'HTML, ed inserire nel commento quanto segue:

<a href="https://remitur.blogspot.it">Remitur</a>

Il risultato sarà il seguente:

Remitur

Questo meccanismo è un po' tedioso, ma ha il vantaggio di rendere il link molto più "leggibile", oltre che SEO-friendly.

NOTA:
Non tutti i blogger vedono di buon occhio i commenti contenenti link. O, almeno, è giusto gestirli con circospezione: lo spam è sempre in agguato.
E' quindi possibile che su un certo blog i commenti contenenti link siano soggetti a moderazione (e che quindi non vengano pubblicati immediatamente), oppure anche che vengano cancellati.
Fatevene una ragione. siete in casa d'altri, e non potete che accettarlo.

Volete provare?
Commentate pure liberamente qui sotto, inserendo i link che preferite: a meno che proprio non esageriate, lascerò in questo post (e solo in questo post!) l'inserimento libero di link esterni.
 





lunedì 16 novembre 2015

"ci rivedremo presto" ... "inshallah" ?!

Andando su Google traduttore e chiedendo di tradurre "ci rivedremo presto" dall'italiano in una qualsiasi lingua, la risposta che si ottiene è sempre e solo una: inshallah.





Se si tratta di uno scherzo, in questo momento è di pessimo gusto...

AGGIORNAMENTO DELLE ORE 23:00

Il problema è rientrato, adesso Google Traduttore è tornato a tradurre con la sua proverbiale (?) precisione ed affidabilità.
Il fenomeno quindi è durato solo alcune ore, prima di essere corretto.
Ma ne ha scritto anche la Stampa.
Resta il mistero su COME (banale Googlebombing?), CHI e PERCHE'...

Riscaldamento a legna ed ordinanze anti-inquinamento

Quando c'è uno stop al traffico da parte del sindaco a causa dell'inquinamento, tutti ne parlano.
Pochi fanno caso che, in quelle ordinanze, spesso è compreso anche un (almeno parziale) "stop al riscaldamento a legna.

Prendiamo ad esempio l'ultima ordinanza del sindaco di Trieste (13 novembre 2015). In fondo, troveremo un interessante paragrafo:

(raccomanda) di non usare nel riscaldamento domestico la legna (in ciocchi, carboni, pellet e simili), sostituendola con altre forme di combustibile o riscaldamento meno inquinanti

Notiamo per intanto che si tratta di una "raccomandazione", non di un "divieto"... quindi, sostanzialmente, uno può anche fregarsene, perché non è prevista alcuna sanzione. Anche perché non è molto ragionevole una "raccomandazione" a sostituire il combustibile per i pochi giorni in cui è in vigore l'ordinanza; e poi, di grazia, se uno ha una caldaia a legna o pellet... quale combustibile "meno inquinante" può utilizzare?!

Comunque, a parte questo bizantinismo paternalistico ("non ti vieto, ma ti raccomando di..."), seguono alcune note interessanti:

Sono esclusi dalla raccomandazione di cui al punto 6) le apparecchiature e/o gli impianti termici dotati di marchiatura CE aventi le seguenti caratteristiche emissive:
polveri totali emesse da prodotti a legna quali stufe, caminetti e inserti rispondenti alle norme UNI EN 13240 e UNI EN 13229 misurate secondo il metodo tedesco-austriaco, inferiori a 100 mg/Nm3 (misurate al 13% di O2). In mancanza di tale valore certificato da laboratori notificati e riportato nella documentazione disponibile, il calore di CO (monossido di carbonio) deve essere inferiore al 0.2% (misurato al 13% di O2);
polveri totali emesse da prodotti a legna quali cucine e termocucine rispondenti alle norme UNI EN 12815 misurate secondo il metodo tedesco-austriaco, inferiori a 100 mg/Nm3 (misurate al 13% di O2). In mancanza di tale valore certificato da laboratori notificati e riportato nella documentazione disponibile, il calore di CO (monossido di carbonio) deve essere inferiore al 0.3% (misurato al 13% di O2);
polveri totali emesse da prodotti a pellet quali stufe caminetti rispondenti alle norme UNI EN 14785 misurate secondo il metodo tedesco-austriaco, inferiori a 60 mg/Nm3 (misurate al 13% di O2). In mancanza di tale valore certificato da laboratori notificati e riportato nella documentazione disponibile, il calore di CO (monossido di carbonio) deve essere inferiore al 0.04% (misurato al 13% di O2);
stufe a giro di fumi (kachelofen) e centrali a cogenerazione.

Quindi, in definitiva: dovendo acquistare una stufa o una caldaia a pellet, occhio alle relative emissioni (anche se spesso i produttori sono un po' sibillini a questo proposito). E, soprattutto: conservare la relativa documentazione, che non si sa mai...
E se si vuole dotarsi di una stufa a legna... motivo in più per scegliere una kachelofen o simile.



venerdì 6 novembre 2015

Come calcolare la larghezza in pixel del tag TITLE


In un altro post abbiamo visto perché la lunghezza del tag TITLE non deve essere superiore a 512 pixel.

Resta il problema però di capire quale sia la larghezza in pixel del nostro TITLE... conversione non facile, perché la larghezza dei caratteri non è costante.

Ci viene in aiuto uno specifico e semplice tool, il Title Pixel Meter messo a punto da Mathieu Burgerhout

Inserite qui il vostro TITLE, e scoprirete la sua larghezza in pixel:

mercoledì 4 novembre 2015

Qual è la lunghezza massima per il tag TITLE ?

Il tag TITLE di una pagina può anche essere più lungo, ma i primi (circa) 54 caratteri sono quelli più importanti (e sui quali dobbiamo quindi concentrarci).
E questo per un problema di impaginazione dei risultati da parte di Google.
Nella pagina dei risultati di ricerca Google da molta importanza al tag TITLE, utilizzandolo (pensa un po') proprio come "titolo" del link proposto, ed a tal fine gli riserva uno spazio largo 512 pixel. Quindi, del tag TITLE verranno visualizzati tanti caratteri quanti ce ne stanno in 512 pixel.



Quanti caratteri ci stanno in 512 pixel, nel font utilizzato da Google?
Non si può dare una risposta precisa perché dipende dal testo e dalle lettere utilizzate (ad esempio, una "i" ingombra meno di una "O"); quindi la risposta è "circa 54"

Altri fattori da tenere in considerazione:

  • le lettere maiuscole sono più "ingombranti", e quindi ce ne stanno di meno (quindi. evitare di scrivere in maiuscolo!)
  • le keyword presenti nel tag TITLE ed usate nella query saranno riportate da Google in grassetto... e quindi occuperanno più spazio
  • un tag TITLE troncato da Google riporterà meno caratteri di quanti disponibili, in quanto Google lo farà finire con dei puntini ("...") che portano via spazio

Quindi, è di gran lunga preferibile un tag TITLE breve (meno di 54 caratteri) e che NON verrà quindi troncato.

E, anche se si usa un tag TITLE di lunghezza maggiore, è fondamentale concentrarsi sul messaggio che verrà trasmesso nei primi 54 caratteri: perché questi (e solo questi!) verranno visti dall'utente, mentre il resto del tag TITLE non verrà praticamente mai visto da nessuno (se non dai motori di ricerca).

Altri fattori da tenere in considerazione nella compilazione del tag TITLE:
  • pare che il peso di una keyword sia tanto maggiore, quanto più è vicina all'inizio del tag TITLE.
    Quindi, nel tag

    ristorante ed albergo in Milano

    la keyword "ristorante" avrà peso maggiore rispetto alla keyword "albergo"
  • l'eventuale brand è preferibile inserirlo in fondo al tag TITLE, separato magari da un trattino orizzontale o da una barra verticale (-" oppure "|")
    Questo perché il brand è una keyword importante, ma per la quale non dobbiamo preoccuparci molto della concorrenza; quindi, è preferibile privilegiare altre keyword (con le quali siamo in concorrenza con altri siti) ponendole all'inizio del tag TITLE

lunedì 2 novembre 2015

requisiti server DNS per i domini .it

I server DNS autoritativi per un dominio sono spesso l'aspetto più sottovalutato e bistrattato di un servizio di registrazione domini; l'utente spesso non ne percepisce l'importanza, e per riflesso il fornitore finisce per fornire un servizio bi bassa qualità (tanto, l'utente non ne percepisce la differenza: e allora, perché investire per fornire un servizio di qualità?)

Alcuni Registry, consci del problema, impongono alcuni requisiti tecnici minimi per i server DNS; e se i DNS di un dominio non rispettano questi requisii tecnici... il dominio non viene registrato (o, almeno, viene "congelato" fino a che il problema non sia risolto).

Tra questi, incredibilmente anche il nic.it, il Registro Italiano dei Nomi a Dominio, che effettua dei test per verificare che il server DNS di un certo dominio rispetti almeno le seguenti condizioni:

  • i nameserver autoritativi per il nome a dominio devono essere almeno 2 (due) e devono corrispondere esattamente a quelli presenti nella registrazione del nome a dominio;
  • gli indirizzi IP degli host presenti nella registrazione del nome a dominio devono  corrispondere a quelli ad essi realmente associati nel DNS;
  • al nome a dominio non può essere associato un record CNAME;
  • il nome del nameserver specificato nel record SOA non può essere un CNAME;
  • i nomi dei nameserver autoritativi per il nome a dominio non possono essere dei CNAME;
  • al record MX, eventualmente presente, non può essere associato un CNAME;
  • tutti gli host presenti nella registrazione devono essere autoritativi per il nome a dominio registrato
  • la procedura restituisce errore se, durante la procedura di controllo, almeno un nameserver restituisce una delle seguenti risposte:
    • Not responding
    • Not reachable
    • Not running
    • Non-existent domain
    • Host not found
    • Server failure
    • Query failed

I test vengono eseguiti nelle seguenti occasioni:

  • nuova registrazione di un dominio
  • cambio dei server DNS

In occasione di un trasferimento di dominio con contestuale cambio dei server DNS, se i test non vengono superati, i nuovi server non vengono approvati e quindi il dominio continuerà ad usare i server DNS del provider precedente... il quale però avrà probabilmente (giustamente) cancellato il relativo servizio, e quindi il dominio non risolverà più correttamente.
Per evitare questo problema, è opportuno:

  • evitare l'uso di configurazioni DNS particolarmente complicate
    Limitatevi ad una configurazione base, con i soli servizi essenziali: evitate tutti i record (soprattutto di tipo TXT) che normalmente servono solo per autenticazioni su particolari servizi. Avrete tempo e modo di inserirli con comodo, dopo che i server DNS saranno approvati
  • verificate con molta attenzione la sintassi di eventuali record SPF
    Nei record SPF spesso si annidano errori meramente formali (è sufficiente uno spazio di troppo nel punto giusto) che rendono non solo il record inefficace, ma talvolta anche la corretta propagazione su internet (ci potranno essere dei server DNS, in giro per il mondo, che rifiutano tutto il set di record del dominio).
    Quindi, prima di inserirli, verificate molto attentamente la sintassi dei record SPF. 



Per verificare che i DNS destinati a servire un dominio .it sono correttamente configurati, è disponibile un tool gratuito on line

Per approfondire: Gestione delle operazioni sincrone sui nomi a dominio nel ccTLD.it