sabato 3 settembre 2016

Perché WhatsApp è MALE


Ho usato WhatsApp solo per un breve periodo, ed ho smesso di usarlo oltre un anno fa.
Non me ne sono pentito, non ne ho sentito la mancanza, e per le mie comunicazioni ho usato altri strumenti più sicuri, meno invasivi e gratuiti al pare di WhatApp.

Adesso, che WhatsApp è stato acquisito da Facebook, si conferma che la mia scelta di NON usarlo è stata saggia.
E si conferma anche che oggi insistere ad usare WhatsApp è pura follia.


A spiegarcene bene il motivo (o, comunque, meglio di quanto non potrei fare io) è l'ottimo paolo Attivissimo, in questo suo post:  Facebook rivela le identità nascoste di pazienti, clienti, ladri e vittime 

Se volete un consiglio, cancellate subito il vostro account WhatApp.
Ed usate piuttosto Telegram.

sabato 20 agosto 2016

Non tocca a noi dominare tutte le maree del mondo

Non tocca a noi dominare tutte le maree del mondo; il nostro compito è di fare il possibile per la salvezza degli anni nei quali viviamo, sradicando il male dai campi che conosciamo, al fine di lasciare a coloro che verranno dopo terra sana e pulita da coltivare.

J.R.R. Tolkien

lunedì 8 agosto 2016

La teoria della montagna di merda®



Premessa:
Propongo qui un interessante post di alcuni anni fa del blogger Uriel Fanelli.
Vi chiederete: e chi è Uriel Fanelli?
Presto detto: era un famoso blogger (anche perché è stato uno dei primi) che, per diversi anni, è stato autore di un paio di blog molto seguiti: wolfstep.cc prima, e KeinPfusch.net dopo.
Oltre che esser stato uno dei pionieri del blogging, è stato anche uno dei più prolifici: tanto che la sua attività, in alcuni casi, sembrava proprio sconfinare nella grafomania.
Ad un certo punto, ha deciso di ritirarsi e cancellare tutti i suoi post.
Perché abbia deciso di sparire è questione di ampie discussioni in rete (come, peraltro, erano oggetto di discussione anche tutti i suoi numerosissimi post).
I suoi post sono sopravvissuti, grazie al fatto che la Rete raramente dimentica qualcosa: basta sapere dove e come cercare...
La sua "teoria della montagna di merda" è indubbiamente uno dei suoi scritti più famosi, e che merita di esser letto...

A grande richiesta, mi chiedono di ripostare la “Teoria della montagna di merda” dal vecchio blog. Essa risale a qualche anno fa. Eccola qui.
Alcune persone godono nel particolare hobby di fare “debunking“. Il debunking è l’abitudine di dimostrare, punto per punto, che le teorie cospirazioniste (UFOHAARPrettiliani & co) siano false.
Non ho voglia di spiegare che la cosa più difficile da dimostrare al mondo sono proprio le verità piu’ semplici, direi quasi gli assiomi, se non fosse che non si dimostrano affatto, ci si limita a constatare che siano assiomi e che siano necessari o presenti, per chi si occupa di matematica inversa.
Quanto più vicini siamo alle evidenze ed agli assiomi, quanto più complesso sara’ dimostrare qualcosa, nella media. I problemi sulle qualità di base dei numeri sono quelli che, come la congettura di Riemann, resistono di più all’assalto intellettuale dei dimostratori.
Allo stesso modo, dimostrare che nessuna industria farmaceutica ci stia irrorando gratis di anticoncezionali perche’ agli azionisti piace venderli, è di una complessità immensa; entrerebbero in gioco Peano e Pareto, e come scrive qualcuno tutti mi darebbero immediatamente del fascista.
Il guaio è un altro: cento milioni di scimmie che battano tasti a casaccio su cento milioni di macchine da scrivere per cento milioni di anni probabilmente scriveranno l’opera magna della letteratura di ogni tempo e luogo.
Il problema e’ che produrranno anche una cataclismica, spaventosa, leviatanica, galattica Montagna di Merda.
La proporzione tra le due cose, catastroficamente a favore della merda, è tale che normalmente si danno le macchine da scrivere in mano a persone delle quali si presume che scriveranno qualcosa di buono.
Il motivo è molto semplice: se anche le nostre scimmie scrivessero l’opera magna di ogni tempo e di ogni luogo, il tempo necessario a scartare tutte le altre opere sarebbe infame.
Questo è alla base di quella che io chiamo “La teoria della montagna di merda“. Essa dice, in sostanza, che un idiota può produrre più merda di quanta tu non possa spalarne.
Prendiamo per esempio il famoso motore di Schietti.
Si tratta di una bufala catastrofica; è vero che i palloncini saliranno in alto, ma per gonfiarli in fondo al cilindro abbiamo usato più dell’energia che otterremo.
Questa cosa è stata fatta presente a Schietti, dicendogli che un certo Boyle e un certo Mariotte hanno detto delle cose sensate qualche tempo fa.
Il risultato è stato che lo Schietti se n’è uscito con un ulteriore delirio “Schietti dimostra falsa la legge di Boyle-Mariotte“.
La cosiddetta dimostrazione consiste nell’introdurre ulteriore complessità: una macchina fatta di due componenti e’ difficile da falsificare, una macchina composta da stantuffi, leve, ingranaggi, miliardi di circuiti logici, eccetera, è dialetticamente impossibile da debunkare completamente, perché mancano le competenze.
Prendiamo per esempio il processore del vostro PC: si potrebbe dire che possa parlare con l’aldilà. Se siamo ciarlatani, intendo. A quel punto arriverebbe un tizio che lavora in Verilog o in VHDL e ci spiegherebbe che niente in un processore parla con l’aldilà.
La risposta del cialtrone a quel punto sarà qualcosa di relativo alla fisica del silicio. Il guaio è che a quel punto l’esperto di Verilog esaurisce la sua competenza, perché la parte al silicio gli è nota solo in parte (quel tanto che serve a scrivere codice eseguibile dall’hardware nei tempi previsti), ma se andiamo allo stato dell’arte ci saranno esperti di fisica della materia che passano la vita sul silicio, e chi ha visto la modellazione matematica di un singolo nucleo di idrogeno (un delirio di operatori hermitiani) sa bene che “l’atomo di Silicio” non è per nulla una cosa semplice.
In pratica, se facciamo affermazioni riferite allo stato dell’arte ci vorrà un intero team di esperti per contraddirci, a patto di riferirci ad una complessità abbastanza grande di fenomeni fisici. Non esiste una sola persona in grado di discutere allo stato dell’arte di una CPU, ci vuole una squadra intera.
Il problema è che radunare la suddetta squadra ci costerà uno sforzo immenso rispetto a quello che costa al cialtrone affermare di pingare la madonna in persona attraverso la sua VPN.
In pratica, economicamente parlando vinceranno sempre i cialtroni, perché la competenza costa più dell’incompetenza.
Ma c’è un motivo di tipo umano che mi impedisce di darmi a quest’attività. Il fatto, cioè, che queste persone siano arrabbiate.
Oh, non arrabbiate come mi arrabbio io con il cane se mi scava una pianta di susini per seppellirci il pane.
Sono arrabbiate come stile di vita, nel senso adleriano del termine. (1) La rabbia per loro e’ una condizione permanente, ontologica, è un metodo di ricerca: la tal cosa e’ vera nella misura in cui pensarla sostiene la mia rabbia.
Poiché molte delle verità che sono passate alla storia sono state inizialmente scomode (2), queste persone ritengono che ogni affermazione che suscita rabbia sia scomoda, ergo vera.
Il problema è che esse non suscitano una vera e propria rabbia, e non sono nella media nemmeno “scomode“: si tratta quasi esclusivamente di affermazioni fastidiose. Fastidiose perché il buon Schietti si ostina ad ammorbare i commenti dei blog di mezzo mondo con la sua parafilosofia.
La strategia di queste persone è di ammorbare la vita alla gente con la propaganda delle loro idiozie. Poiché ad un certo punto ricevono una reazione di fastidio, deducono che la loro “verità” sia “scomoda” anziché capire che il problema sta nella loro fastidiosa presenza, e non nella loro scomoda verità.
Lo scopo e’ quello di arrivare ad uno scontro, appunto, rabbioso. E questo è dovuto molto semplicemente al fatto che, come ho già scritto, la rabbia è la loro condizione esistenziale: rabbia perché si sentono impotenti di fronte a banche e multinazionali, rabbia perché non riescono a realizzarsi, rabbia perché si sentono maltrattati dalla società, eccetera.
La colpa di tutto questo, ovvero delle loro disgrazie ultime, sta proprio nelle leggende, nei mulini a vento che combattono; e verso i quali rivolgono la loro rabbia. Ma il fatto che la rabbia sia la loro condizione ontologica fa si che essa non sia l’effetto dei mulini a vento, ma la causa.
La loro condizione esistenziale è di essere arrabbiati, soprattutto, prima di ogni cosa ed a prescindere. Di fatto questi individui si sono aggirati per il mondo, digrignando bile e vomitando odio astioso, con una vocina dentro che chiedeva loro “perché tanto odio?
Perché tanta ingiustificata rabbia?
Improvvisamente arriva il ciarlatano e gli dice: ecco qui, puoi scegliere tra “sono arrabbiato perché mi nascondono la verità sull’ 11 settembre“, “sono arrabbiato perché ci stanno uccidendo con le scie chimiche“, “sono arrabbiato perché la free energy viene nascosta al mondo“, eccetera.
In altre parole, le teorie cospirazioniste sono solo un vestito, una copertura che serve a dare una motivazione apparente per una rabbia che altrimenti non si spiega; Blondet è arrabbiato perché come giornalista è una sega fritta, perché non ha credito in alcun ambiente giornalistico serio, denunciare il grande complotto degli ebrei gli serve perché dire “sono arrabbiato perché la mia carriera di giornalista è una montagna di letame” suona male, mentre “sono arrabbiato perché gli ebrei dominano il mondo e vogliono tagliare un pezzo di pisello a tutti” suona meglio: non contiene un’ammissione di implicito fallimento esistenziale.
Ora, qual è la realizzazione massima della rabbia? Contrariamente a quanto si pensa, la massima realizzazione è la sua stessa diffusione; perché ogni volta che l’arrabbiato vede che qualcuno si arrabbia con lui trae conferma del fatto che fa bene ad arrabbiarsi, e quando qualcuno si arrabbia contro di lui, ha conferma del fatto che le sue teorie sono scomode (quando invece è la sua presenza ad essere fastidiosa).
Come scriveva Adler in Psicologia Individuale, “il nevrotico troverà nella propria nevrosi le energie per sostenere la nevrosi stessa, per quante ne siano necessarie“. (3)
O, tradotto in soldoni, essi produrranno sempre più rabbia di quanta ne possiate sopportare; più provocazioni di quanto possiate mantenere la calma, più fastidio di quanto possiate tollerare: l’energia libidica a loro disposizione, la grandezza della forza che li spinge in questo processo ha la cardinalità del continuo.
C’e’ un solo modo di neutralizzare questa gente: stabilito che lo scopo principe di queste persone sia di perpetuare e di diffondere lo stato di rabbia “a priori” che produce il loro stato esistenziale, il solo modo di fermarli è di evitare i contatti con loro.
Essi sono profondamente malati, di una malattia invisibile che si chiama rabbia. Lo scopo ultimo di questa malattia è il contagio, e nient’altro che il contagio; non cambierebbe nulla nell'esistenza materiale di queste persone se si scoprisse che la CIA ha demolito le torri gemelle, ne’ se si scoprisse che gli USA vogliono sacrificare la quinta flotta alla guerra contro l’Iran come dice Blondet, in entrambi i casi la nostra italianissima esistenza ne sarebbe inficiata assai poco, ne sarebbero inficiati poco i nostri successi ed insuccessi personali, eccetera.
Lo scopo ultimo della rabbia è propagarsi.
E la sua sconfitta è il fatto che gli altri abbiano una vita serena, gioiosa, per nulla arrabbiata.
Quindi, caro Schietti, ti dico una cosa: il tuo motore funziona alla perfezione, la free energy è alla portata di tutti, la pila di Zamboni potrebbe produrre energia gratis per tutti, (4) ma io sono felice così.
E siccome sono felice, non voglio nulla di quanto dici.
E sempre sia lodato iptables.
Uriel
(1) Ok, ok. Ho conosciuto psicologi adleriani capaci di mettere a posto, in pochi mesi, anni di disastri di apprendisti stregoni. Siccome sono un tecnico, la prima cosa che ho fatto e’ stata di ficcare le mani nella scatola, e ho letto un sacco di cose di Adler.
(2) Nella maggior parte dei casi la verità è comodissima. Sono salito sulla metro stamattina pensando che mi avrebbe portato qui. Era vero. Sarebbe stato peggio se fosse stato falso, e io sbagliando il senso di marcia mi fossi trovato a Cascina Gobba. In questo caso, la verità sarebbe comoda mentre la falsità sarebbe un rompimento di coglioni.
(3) Adler contestava l’affermazione freudiana secondo la quale la rappresentazione della nevrosi di fronte all'analista fosse uno sfogo energetico, un calo libidico sufficiente a fermarla.
(4) Non lo penso davvero, ma si tratta di un’affermazione che Schietti non può contestare, visto che gli dà ragione. La sua rabbia non avrà quindi espressione, e il meccanismo di tossicità della rabbia sarà fermato.

domenica 31 luglio 2016

Come ottenere link diretti a post e commenti di Facebook

Facebook sarà anche popolare, ma il suo sistema di commenti non è il massimo né in termini di leggibilità (seguire il filo di un discorso, quando i commenti si accavallano, diventa molto arduo), né di individuabilità: indicare a qualcuno un singolo commento non è semplice, ritrovarlo in mezzo alla massa di commenti può essere quasi impossibile (tanto che qualcuno ricorre a questo scopo alla tecnica dello screenshot, creando un'immagine del commento ...)

Tuttavia, sia per comunicarlo efficacemente ad altri via email, sia nel caso avessimo la necessità di reindividuarlo in futuro, potrebbe esser comodo ottenere dei link diretti a post o ai singoli commenti.

Esiste un modo molto semplice per farlo; prendiamo un post qualsiasi, come questo:


Per ottenere un link ad un post di Facebook:

è sufficiente cliccare sull'ora (o data e ora) del post (subito sotto all'autore, evidenziata sopra in un cerchietto rosso) e far aprire il post in una nuova finestra, e dalla riga dell'URL del browser potremo copiare il link diretto.
Ad esempio, il link diretto a questo post è il seguente:

Per ottenere un link ad un commento su un post di Facebook:

analogamente, basta cliccare sull'ora del post (avendo sempre l'accortezza di far aprire il link in una nuova finestra). Il post si aprirà mettendo subito in evidenza proprio quel determinato commento, ed anche qui potremo copiare direttamente il link dalla riga dell'URL del browser.
Ad esempio, il link diretto ad un mio commento sul post precedente è il seguente:

giovedì 28 luglio 2016

Uso dello slider nel tema WordPress Foxy

Il tema Foxy di Elegant Themes ha, tra i suoi elementi, uno slider per immagini da inserire in home page.
Funziona bene, ma può far impazzire riguardo le dimensioni delle immagini da utilizzare, che possono far variare l'altezza dello slider in una maniera decisamente fastidiosa.

Per non avere questo problema, basta seguire poche linee guida:

  1. specificare sempre l'immagine da usare nello slider inserendola come "immagine in evidenza" del relativo post
    Se non si fa così, WordPress utilizzerà un'immagine a caso del post (spesso la prima), che però sarà probabilmente troppo piccola
  2. come "immagine in evidenza" usare sempre, possibilmente, immagini della stessa dimensione (un buon rapporto è 800x295)
  3. se l'immagine è più grande di 800x295, WordPress la taglierà ad altezza 295, ma il risultato dovrebbe restare gradevole
  4. se l'immagine è più piccola, allora il risultato sarà sicuramente sgradevole: WordPress ridimensionerà l'immagine, che risulterà sgranata e, spesso, troppo grande

venerdì 15 luglio 2016

Banner per cookie policy: quale testo?

Se gestisci un sito, devi inserirci il famoso banner per l'informativa sull'uso dei cookies.
E, indipendentemente dallo strumento che usi per creare questo banner, devi anche inserire il testo da metterci dentro.
Si tratta di poche righe, ma sufficienti a metterci in crisi: la legge è vaga, non ci propone un testo preconfezionato, dobbiamo dare sfogo alla nostra creatività... e la paura di sbagliare è forte.

  • quale messaggio bisogna inserirci esattamente? 
  • meglio rivolgersi in seconda o in terza persona? Al singolare o al plurale?
  • adottare un tono formale e sussiegoso (che può sconfinare nel eccessivamente serioso), oppure meglio invece un tono informale, scherzoso ed alla mano?

Vi propongo quindi una collezione di diversi testi, provenienti da vari siti web:

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sabato 2 luglio 2016

Stephen King - Cuori in Atlantide

Questo vecchio imbroglione calvo, il tempo.

(Ben Jonson, The Poetaster, 1601)
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Noi siamo prigionieri del tempo, gli ostaggi dell'eternità 

(Boris Pasternak)
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I bei libri non rivelano i loro segreti tutti in una volta.

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Vincere non è tutto: è la sola cosa

(Vince Lombardi)

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Il gioco di "Cuori"

E' un gioco di carte popolarissimo, diffuso in moltissime varianti e noto con molti nomi differenti (Cuori, Chat Noirs, Peppa, Hearts). E' il medesimo, popolare "Hearts" presente in Microsoft Windows.

La versione descritta nel libro sembra avere le seguenti regole, che in parte di discostano da quelle oggi più diffuse (e che sono molto vicine a quelle della versione per PC, di ispirazione statunitense):

Si gioca con un mazzo francese di 52 carte in quattro persone ognuno per sé.
Scopo del gioco è quello di non prendere né la Stronza (donna di picche) né le carte di cuori.

Il mazziere distribuisce 13 carte a testa. Dopo aver visionato le carte, ciascun giocatore ne passa tre al suo avversario (a destra o sinistra: il senso si alterna ad ogni mano); tutti devono effettuare questo passaggio contemporaneamente.

Il primo di mano (alla destra o sinistra del mazziere) gioca una carta a sua scelta. Gli altri giocatori giocano di seguito (in senso orario o antiorario), "rispondendo" al seme (ovvero giocando una carta dello stesso seme di quella giocata dal primo di mano). Se non si hanno carte di quel seme si può giocare la carta che si desidera. Giocate le quattro carte, queste vengono prese dal giocatore che ha giocato la carta più alta del seme giocato dal primo di mano. Chi, non avendone di quel seme, avesse giocato una carta di un altro seme, non prenderà quella mano, neppure se il valore della carta fosse più alto. Il gioco passa ora a chi ha fatto la presa che gioca una nuova carta a sua scelta ed il gioco procede così di presa in presa fino alla fine delle carte in mano ai giocatori.

Finita la smazzata, ciascun giocatore conta i punti che ha preso, secondo la seguente tabella:

Donna di picche (Stronza): 13 punti
Ogni altra carta di cuori: 1 punto

Il gioco finisce quando un giocatore fa più di 100 punti, a quel punto il giocatore che ha fatto meno punti ha vinto.


martedì 28 giugno 2016

Jon Snow è Azor Ahai?

Jon Snow è, assieme a pochi altri personaggi, uno dei principali candidati a rivelarsi quale incarnazione del mitico eroe Azor Ahai.
Altri, altrove, hanno già sviscerato i mille indizi sparsi nei libri di Martin, cercando di avvalorare un personaggio piuttosto che l'altro.... e quindi qui è inutile riprendere questi argomenti, che possono essere facilmente recuperati in pochi minuti con Google.

Però l'ultima puntata della 6a serie televisiva (la famosa "6x10") ci ha regalato un altro importante indizio.

Premesse:

  • lo so, la serie televisiva non sono i libri; e la serie televisiva è andata oltre ai libri pubblicati; e martin ha detto che le due strade si separano.
    Beh, tutto questo non è credibile.
    Nessuno va ad investire centinaia di milioni di dollari in una serie TV se non ha in mano almeno un abbozzo di come andrà a finire.
    Nessuno va a scritturare attori dai budget a 6 zeri senza sapere se gli serviranno per una, tre o otto stagioni.
    Quindi, i produttori sanno già sicuramente come va a finire.
  • i produttori, così come Martin, possono anche divertirsi a seminare deliberatamente in giro indizi fuorvianti. Quindi, tutto quanto scriverò potrebbe anche rivelasi clamorosamente sbagliato.
    Però fa parte del gioco.

Profezie su Azor Ahai

There will come a day after a long summer when the stars bleed and the cold breath of darkness falls heavy on the world. In this dread hour a warrior shall draw from the fire a burning sword. And that sword shall be Lightbringer, the Red Sword of Heroes, and he who clasps it shall be Azor Ahai come again, and the darkness shall flee before him.
("A Clash of Kings")

When the red star bleeds and the darkness gathers, Azor Ahai shall be born again amidst smoke and salt to wake dragons out of stone.
("A Dance with Dragons")

Scene "sospette" nella serie TV

La serie TV è costellata di scene ed inquadrature "strane", che a chi non abbia letto i libri con attenzione non dicono assolutamente nulla e possono sembrare semplici dettagli di sceneggiatura, ma che spesso invece richiamano dettagli disponibili solo nei libri.

Nella 6a stagione, troviamo due scene anomale:

Nella 6x03, alla fine del duello ai piedi della Torre della Gioia, Ned Stark raccoglie da terra una spada, la usa per finire il suo avversario e, sempre impugnandola, sale sulla torre.
Tuttavia la spada che raccoglie non è la sua, ma quella del suo avversario:

Nella 6x10 Ned Stark entra, spada in pugno, nella stanza dove sua sorella, Lyanna Stark, sta morendo di parto. E in questo frangente fa la cosa più ovvia e naturale del mondo: appoggia la spada, in equilibrio precario, al capezzale della sorella...

In entrambi le scene, ci sono strane ed insistenti inquadrature su questa spada.

Ultimi tasselli

Il guerriero affrontato da Ned Stark in duello ai piedi della Tower of Joy non è un guerriero qualsiasi, e la sua spada non è una spada qualsiasi.
  • Il guerriero è Arthur Dayne, la "Spada del Mattino".
  • La spada è Dawn ("Alba"), la spada di casa Dayne; chi la porta acquista il titolo di "Spada del Mattino".
    Le origini di questa spada sono incerte e leggendarie: pare avere migliaia di anni, ed esser stata forgiata usando una stella cometa.
    Nella serie TV, sul pomo è raffigurata una stella.
  • Il castello di Casa Dayne si chiama Starfall ("Caduta della Stella"), e nel loro stemma compare la spada Dawn ed una cometa:

  • Dopo il duello ai piedi della Torre della Gioia (e dopo, adesso lo sappiamo, aver salvato Jon Snow bambino), Ned Stark parte alla volta di Starfall, per consegnare la spada Dawn ad Ashara Dayne, sorella di Arthur Dayne.

Quindi...

...al capezzale di Lyanna Stark, ove è appena nato Jon Snow, abbiamo una spada insanguinata; una spada leggendaria, forgiata da una stella... una "bleeding star"?


domenica 26 giugno 2016

La bufala di "tre milioni di firme per rifare il referendum Brexit" ...


A poche ore dal referendum che in Gran Bretagna avrebbe sancito l'uscita della stessa dalla U.E., sulla piattaforma di petizioni del governo britannico è comparsa una petizione per annullare il referendum e rifarne un secondo.

Ovviamente la ridicola iniziativa ha suscitato feroci ironie sul web ("E se al secondo turno vince il "Remain", fanno la "bella" oppure vanno ai rigori?"), e qualcuno si è divertito a proporre sulla stessa piattaforma, provocatoriamente, altre petizioni (esempio geniale: "Ridisputare la battaglia di Hastings del 1066 perché non sono soddisfatto del risultato")

I moderatori della piattaforma hanno comprensibilmente bloccato queste iniziative provocatorie, però è incomprensibile che abbiano lasciato quella originale che vorrebbe un secondo referendum... e dico "incomprensibile" perché non esiste nulla di più sovversivo ed antidemocratico di un'iniziativa che voglia "democraticamente" sovvertire i risultati di una voto popolare, giusto o sbagliato che sia.

A parte queste sacrosante perplessità, altre ne sorgono sulle modalità con cui questi voti vengono raccolti, con la possibilità di chiunque (da tutto il mondo) di intrufolarsi per votare, spacciandosi per un cittadino britannico.

Visto che i giornalisti italiani stanno andando a nozze con questa iniziativa, dedicandole (immeritatamente) titoloni ed ampi spazi, e che non si pongono il benché minimo dubbio né sulla liceità morale, né sulla validità della stessa, segnalo che un po' di statistiche sui firmatari di questa petizione sono presenti sul sito stesso.
E questi ci regalano un po' di sorprese...

Ad esempio, risulta che ben 40860 avrebbero votato da Città del Vaticano, 24855 dalla Corea del Nord, 2284 dal Belgio... ma "voti" arrivano da tutto il mondo, compreso il Botswana (in fondo l'elenco completo).
Quindi, già così una quantità di firme fake sconvolgente, che lascia supporre oscuri interessi a manipolare questo voto (a Città del Vaticano vivono poche centinaia di persone... come è possibile che in quasi 41000 abbiano deciso di immischiarsi in un qualcosa che gli dovrebbe essere, tutto sommato, estraneo?)

NOTA: per chi si chieda "E come e dove hai ricavato questi dati?":
Andate sulla pagina della petizione ( https://petition.parliament.uk/petitions/131215 ) e cliccate su "Get petition data (json format)".
Per renderlo leggibile, dovrete poi convertire i dati dal formato json ad uno più comprensibile (per es. csv)



Afghanistan,AF,11
Albania,AL,14
Algeria,DZ,13
Andorra,AD,15
Angola,AO,12
Anguilla,AI,7
Antigua and Barbuda,AG,19
Argentina,AR,108
Armenia,AM,2
Aruba,AW,101
Australia,AU,12361
Austria,AT,870
Azerbaijan,AZ,11
Bahrain,BH,87
Bangladesh,BD,26
Barbados,BB,48
Belarus,BY,10
Belgium,BE,2284
Belize,BZ,13
Benin,BJ,102
Bermuda,BM,569
Bhutan,BT,1
Bolivia,BO,7
Bonaire/St Eustatius/Saba,BQ,2
Bosnia and Herzegovina,BA,9
Botswana,BW,19
Brazil,BR,222
British Antarctic Territory,BAT,2735
British Indian Ocean Territory,IO,51
British Virgin Islands,VG,45
Brunei,BN,31
Bulgaria,BG,242
Burkina Faso,BF,2
Burma,MM,28
Burundi,BI,1
Cambodia,KH,40
Cameroon,CM,1
Canada,CA,4345
Cape Verde,CV,1
Cayman Islands,KY,124
Central African Republic,CF,2
Chad,TD,1
Chile,CL,81
China,CN,456
Colombia,CO,78
Congo,CG,2
Congo (Democratic Republic),CD,4
Costa Rica,CR,26
Croatia,HR,47
Cuba,CU,1
Curaçao,CW,2
Cyprus,CY,788
Czech Republic,CZ,403
Denmark,DK,848
Djibouti,DJ,1
Dominica,DM,3
Dominican Republic,DO,13
East Timor,TL,5
Ecuador,EC,15
Egypt,EG,120
El Salvador,SV,4
Eritrea,ER,1
Estonia,EE,44
Ethiopia,ET,16
Falkland Islands,FK,14
Fiji,FJ,14
Finland,FI,462
France,FR,19491
French Guiana,GF,7
French Polynesia,PF,7
Gabon,GA,7
Georgia,GE,16
Germany,DE,7379
Ghana,GH,24
Gibraltar,GI,4283
Greece,GR,727
Grenada,GD,9
Guadeloupe,GP,6
Guatemala,GT,4
Guernsey,GG,309
Guyana,GY,1
Honduras,HN,8
Hong Kong,HK,2169
Hungary,HU,240
Iceland,IS,89
India,IN,309
Indonesia,ID,110
Iran,IR,22
Iraq,IQ,13
Ireland,IE,3234
Isle of Man,IM,446
Israel,IL,596
Italy,IT,2605
Ivory Coast,CI,3
Jamaica,JM,26
Japan,JP,769
Jersey,JE,531
Jordan,JO,50
Kazakhstan,KZ,24
Kenya,KE,132
Kosovo,XK,12
Kuwait,KW,57
Kyrgyzstan,KG,33
Laos,LA,7
Latvia,LV,31
Lebanon,LB,66
Lesotho,LS,3
Liberia,LR,9
Libya,LY,6
Liechtenstein,LI,2
Lithuania,LT,64
Luxembourg,LU,646
Macao,MO,25
Macedonia,MK,10
Madagascar,MG,3
Malawi,MW,17
Malaysia,MY,280
Maldives,MV,9
Malta,MT,485
Marshall Islands,MH,1
Martinique,MQ,5
Mauritania,MR,1
Mauritius,MU,55
Mayotte,YT,2
Mexico,MX,167
Moldova,MD,7
Monaco,MC,85
Mongolia,MN,3
Montenegro,ME,19
Montserrat,MS,12
Morocco,MA,43
Mozambique,MZ,12
Namibia,NA,14
Nepal,NP,133
Netherlands,NL,3281
New Caledonia,NC,5
New Zealand,NZ,3881
Nicaragua,NI,6
Niger,NE,1
Nigeria,NG,39
North Korea,KP,24855
Norway,NO,620
Oman,OM,79
Pakistan,PK,99
Panama,PA,15
Papua New Guinea,PG,6
Paraguay,PY,5
Peru,PE,56
Philippines,PH,112
Pitcairn Island,PN,161
Poland,PL,276
Portugal,PT,1129
Qatar,QA,289
Romania,RO,158
Russia,RU,109
Rwanda,RW,12
Réunion,RE,20
Saint-Barthélemy,BL,4
San Marino,SM,2
Saudi Arabia,SA,150
Senegal,SN,3
Serbia,RS,23
Seychelles,SC,6
Sierra Leone,SL,9
Singapore,SG,1323
Slovakia,SK,62
Slovenia,SI,38
Somalia,SO,4
South Africa,ZA,1023
South Georgia and the South Sandwich Islands,GS,3338
South Korea,KR,134
South Sudan,SS,6
Spain,ES,12306
Sri Lanka,LK,32
"St Helena, Ascension and Tristan da Cunha",SH,16
St Kitts and Nevis,KN,5
St Lucia,LC,10
St Martin,MF,4
St Pierre & Miquelon,PM,2
St Vincent,VC,1143
Sudan,SD,8
Suriname,SR,1
Swaziland,SZ,27
Sweden,SE,1330
Switzerland,CH,2425
Syria,SY,6
Taiwan,TW,107
Tajikistan,TJ,3
Tanzania,TZ,58
Thailand,TH,509
The Bahamas,BS,19
The Gambia,GM,7
The Occupied Palestinian Territories,PS,12
Togo,TG,6
Tonga,TO,2
Trinidad and Tobago,TT,59
Tunisia,TN,17
Turkey,TR,283
Turkmenistan,TM,9
Turks and Caicos Islands,TC,31
Tuvalu,TV,20
Uganda,UG,47
Ukraine,UA,86
United Arab Emirates,AE,2139
United Kingdom,GB,3822386
United States,US,11667
Uruguay,UY,78
Uzbekistan,UZ,39
Vanuatu,VU,32
Vatican City,VA,40860
Venezuela,VE,25
Vietnam,VN,120
Wallis and Futuna,WF,8
Western Sahara,EH,3
Yemen,YE,5
Zambia,ZM,20
Zimbabwe,ZW,40


AGGIORNAMENTO DEL 27/6/2016

Qualcuno in Gran Bretagna ha passato la domenica e la notte a cercare di mettere le cose un po' a posto, filtrando almeno i voti più macroscopicamente falsi.
Ad esempio, i voti provenienti da Città del Vaticano ieri in serata erano scesi da 40860 a 50; poi nel corso delle ore successive sono risaliti a 2605, ed in questo momento assommerebbero a 62...

Interessanti anche i dati del Territorio Antartico Britannico: 200 abitanti, ma 2735 voti (in questo momento scesi a 18)

Non che i dati attuali siano ancora verosimili: che 62 persone degli 836 abitanti di Città del Vaticano siano cittadini britannici è già di per sé un dato inverosimile; che poi tutti desiderino accodarsi a questa petizione on line... siamo al livello delle scimmiette che scrivono le opere di Shakespeare battendo a caso sui tasti di macchine da scrivere.
Quindi, il lavoro di scrematura più facile è stato fatto, e prosegue; ma come faranno a filtrare le migliaia di falsi John Smith, che si saranno registrati da indirizzi inesistenti ma verosimili in Gran Bretagna? O quanti hanno votato registrandosi a nome del vicino di casa, rubandogli quindi di fatto l'identità?

Della cosa però si sono accorti anche in Gran Bretagna: la campagna è ufficialmente sotto inchiesta,  ed il dibattito su Twitter è accesissimo.

mercoledì 25 maggio 2016

Suggerimenti per l'inserimento degli articoli in un sito ecommerce

Mi sono reso conto che, allorché un'azienda si avventura per la prima volta nel settore dell'ecommerce, quasi sempre finiscono per fare sempre i medesimi errori nell'inserimento degli articoli.

Ogni volta mi ritrovo a spiegarlo a voce, o correggergli volta per volta i primi articoli inseriti... raccolgo quindi qui, a disposizione del mondo, i principali suggerimenti.
Alcuni di questi sono importanti dal punta di vista SEO, altri per una questione di semplice "ordine grafico" del sito, altri perché faciliteranno il lavoro in futuro.

(Nota: io lavoro soprattutto con WordPress e Woocommerce, forse nei suggerimenti fornirò dei "dettagli operativi" utili ad operare con questi strumenti, ma gli stessi - mutatis mutandis - restano validi anche per qualsiasi altra piattaforma ecommerce)

Nome dell'articolo: maiuscolo o minuscolo?

E' importante (per una questione di aspetto "ordinato" del sito) specificarli con caratteri omogenei (o sempre maiuscolo o sempre minuscolo)
E' di norma consigliabile usare sempre il minuscolo (con eventualmente solo la prima lettera in maiuscolo) in quanto dà un aspetto meno "urlato" alla pagina e trasmette nel navigatore (che, in questo caso, è un possibile cliente) maggior serenità.

Tag/etichette: maiuscolo o minuscolo?

Quanto esposto a proposito dei nomi degli articoli vale anche per i tag / etichette; scriverli alcuni in maiuscolo ed alcuni in minuscolo significa dare maggiore rilevanza ai primi

Immagini

Le immagini vanno inserite solo nel campo "immagine prodotto"; ulteriori immagini vanno inserite nel campo "galleria prodotto"; mentre nei due campi destinati alla descrizione del prodotto NON vanno inserite immagini (se non in casi eccezionali, ovvero quando integrino in maniera funzionale del testo presente nel campo; per esempio, un grafico che illustra quanto spiegato o almeno introdotto in maniera testuale)

NON sovrascrivere MAI un articolo!!!!

Quando create un articolo, il sistema creerà per questo un URL seo-freindly utilizzando il nome dell'articolo.
Se un articolo verrà sovrascritto (trasformandolo magari in qualcosa di tutt'altro genere), il nuovo articolo manterrà il medesimo URL seo-friendly... che a questo punto sarà fuorviante, e che potrebbe portare anche a delle penalizzioni da parte di Google.

NON cancellare MAI un articolo!

Se bisogna togliere un articolo dal catalogo (perché non è più attuale, perché se ne sospende la vendita temporaneamente o definitivamente ecc.) non bisogna cancellarlo ma solo intervenire sulla casella "Pubblica" e porlo in stato "bozza"

Utilizzare descrizioni il più possibile estese e dettagliate

Soprattutto per articoli tecnici,  considerate che dovete fornire al potenziale cliente la maggior quantità possibile di informazioni.
Prendete in esame tutte le principali domande che possono sorgere in chi in chi sia interessato all'acquisto (Quanto consuma? Quanto è veloce? Ha degli accessori in dotazione? Quali e quanti? Marca? Modello? garanzia? dimensioni?)
In genere, il potenziale acquirente dovrebbe trovare risposta a queste informazioni direttamente sulla vostra pagina.
Se non trova queste informazioni, ci possono essere due scenari:
- nella maggior parte dei casi rinuncia direttamente all'acquisto
- in una serie ridotta di casi vi contatta per chiedere queste informazioni (quindi: l'acquisto viene ritardato, proprio a causa del ritardo sono minori le probabilità che si concluda, e voi per fornire quella certa risposta ad una sola persona perdete lo stesso tempo che avreste impiegato ad inserire direttamente quell'informazione nella pagina)

Usare codici e descrizioni il più possibile dettagliate e significativi

Il nome dell'articolo deve essere il più breve possibile, ma contemporaneamente contenere tutti gli elementi caratteristici ed identificativi dello stesso.
Un nome completo e significativo è importante per emergere nelle ricerche "giuste" sui motori di ricerca (*), è anche fondamentale per la vostra successiva gestione delle vendite.
Inoltre, in caso di ordine, vi arriverà una mail del tipo "il cliente [...] ha ordinato n. 1 art. 00003- aggeggio"
Questa informazione è sufficiente a chi dovrà evadere l'ordine, senza che sia costretto ad andare sul sito a verificare l'immagine? Non corre il rischio di fare confusione? In magazzino le scatole sono contrassegnate con il codice 00003?

(*) Confrontate queste due ricerche su Google: la prima è relativa alla ricerca di "fresa":
https://www.google.it/#q=fresa
Questa per "fresa per legno": https://www.google.com/#q=fresa+per+legno
Questa per "fresa per asfalto": https://www.google.com/#q=fresa+per+asfalto
Quest'altra invece a "fresa per unghie": https://www.google.it/#q=fresa+per+unghie

Quale è più interessante per voi?
Se nel nome dell'articolo mettete solo "fresa", senza specificare altro, quell'articolo verrà indicizzato da Google nella prima (il che significa che, con oltre 20 milioni di pagine già esistenti, non verrà indicizzato), mentre invece cambiando il nome dell'articolo con uno più significativo verrà favorito in una delle successive (e farlo emergere nel tempo tra 200.000 pagine sarà dura, ma non impossibile)

mercoledì 23 marzo 2016

importante circolare sui "cani senza guinzaglio" e sull'accesso ai cani nei negozi



La Direzione Centrale Salute, Integrazione socio-sanitaria, politiche sociali e famiglia della Regione Friuli Venezia Giulia ha emanato una importante circolare interpretativa sulla L.R. 20/2012, relativamente a:

  • obbligo o meno del guinzaglio per i cani
  • comunicazione al sindaco in merito all'adozione di misure limitative all'accesso di cui all'art. 30 comma 4 
La circolare è la n. 0005342/P del 18/03/2016, e la riporto di seguito integralmente:

Con la presente circolare, si forniscono chiarimenti in ordine al comportamento da tenere neiconfronti dei detentori di cani, in particolare per quanto riguarda l’obbligo o meno del guinzaglio in certe aree, l’obbligo di impedirne la fuga e di adottare le modalità idonee a garantire la tutela di terzi da aggressioni e danni, nella specie ai fini dell’applicazione delle sanzioni previste dall’art. 33 della legge regionale 20/2012, anche alla luce delle modifiche intervenute all’articolo 4 con la L.R. 33/2015.
La legge regionale 20/12 “Norme per il benessere e tutela degli animali d’affezione”, nel disciplinare alcune responsabilità ed obblighi a carico del detentore dell’animale di affezione, essendo lo stesso responsabile della salute e del benessere dell’animale medesimo, prevede all’art. 4 specifici obblighi, quali, tra gli altri, quello di “impedire la fuga in relazione alla specie e rispettare gli obblighi dell’uso del guinzaglio e della museruola ove previsto” (art. 4, comma 2, lett. f)) e di “adottare modalità idonee a tutela di terzi e di altri animali da danni e aggressioni” (art. 4, comma 2, lett. g)). Nel far ciò la stessa norma che, peraltro, disciplina tutti gli animali di affezione così come definiti all’articolo 2, comma 1 lett. a) della legge regionale, fa espresso rinvio al regolamento approvato con D.Pres. 127/2015, pubblicato sul BUR n. 27 dell’08.07.2015, per la determinazione degli aspetti tecnici e delle singole prescrizioni in ordine alle modalità di custodia riguardo ai cani (allegato A), ai gatti (allegato A) e agli altri animali di affezione (allegato B).
 L’articolo 21 della medesima legge regionale, regola, invece, nello specifico le modalità di accesso dei cani nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico, ivi compresi parchi, giardini e almeno i due terzi delle spiagge libere gratuite in cui possono accedere purché muniti di guinzaglio e, laddove previsto, della museruola.
Ciò significa che in tutte le zone facenti parte dei Comuni in indirizzo, che non sono classificabili come aree urbane o luoghi aperti al pubblico, (luogo anche privato ma al quale un numero indeterminato, ovvero un’intera categoria di persone può accedere, senza limite o nei limiti della capienza, ma solo in certi momenti o alle condizioni poste da chi esercita un diritto sul luogo), ad eccezione di parchi, giardini e spiagge libere, non vi è alcun obbligo per il detentore di condurre il cane al guinzaglio e, pertanto, non può essere applicata la sanzione prevista dall’articolo 33 della legge regionale 20/2012.Nelle aree urbane o luoghi aperti al pubblico, nell’eventualità in cui la mancanza del guinzaglio ovvero la fuga dell’animale dalla custodia del detentore crei danni a terzi, oltre alle eventuali responsabilità del detentore nei confronti del “danneggiato”, il personale in servizio potrà, nell'ipotesi, applicare la sanzione di cui all’art. 33, comma 1, lett. c) per la violazione della disposizione di cui all’art. 4, comma 2 lett. f) o g) a seconda della singola fattispecie concreta.
Si ricorda infine che, ai sensi del regolamento D.Pres. 127/2015, il responsabile di un esercizio pubblico o commerciale o di un locale o ufficio aperto al pubblico può decidere di far accedere l’animale oppure di vietarne l’accesso. Il divieto può essere limitato solo ad alcune fasce orarie ovvero possono essere messi a disposizione carrelli appositi o altri presidi ove collocare il cane, o riservare determinate aree ove l’accesso è garantito.
In caso di divieto di accesso ai cani il Responsabile deve inviare una comunicazione al Sindaco inerente le forme di limitazione sopra indicate e tale comunicazione, (a mezzo di fax, raccomandata o posta certificata) deve essere esposta all’entrata in modo ben visibile.Senza l’affissione della comunicazione al Sindaco il divieto di accesso effettuato con adesivi o altri metodi non è opponibile al pubblico ossia non può essere negato l’accesso.




domenica 6 marzo 2016

Come evitare la visualizzazione dell'authinfo in WHMCS

Nell'area cliente di WHMCS l'utente, quando chiede l'authinfo di un dominio, ottiene che lo stesso venga visualizzato a schermo.

Questo è un grave errore, e rappresenta una grave vulnerabilità: l'authinfo deve essere noto solo ed esclusivamente al Registrante del dominio ed al Registrar, ed eventuali reseller/webmaster ecc. intermedi NON devono esserne MAI a conoscenza, per nessun motivo.

Tuttavia, risolvere il problema in WHMCS è semplice:

Modifichiamo come segue la riga evidenziata in rosso nel file /templates/six/clientareadomaingetepp.tpl:

Da

<h3>{$LANG.domaingeteppcode}</h3>
<p>
    {$LANG.domaingeteppcodeexplanation}
</p>
<br />
{if $error}
    {include file="$template/includes/alert.tpl" type="error" msg=$LANG.domaingeteppcodefailure|cat:" $error"}
{elseif $eppcode}
    {include file="$template/includes/alert.tpl" type="warning" msg=$LANG.domaingeteppcodeis|cat:" $eppcode"}
{else}
    {include file="$template/includes/alert.tpl" type="warning" msg=$LANG.domaingeteppcodeemailconfirmation}
{/if}

Cambiamo in

<h3>{$LANG.domaingeteppcode}</h3>
<p>
    {$LANG.domaingeteppcodeexplanation}
</p>
<br />
{if $error}
    {include file="$template/includes/alert.tpl" type="error" msg=$LANG.domaingeteppcodefailure|cat:" $error"}
{elseif $eppcode}
    {include file="$template/includes/alert.tpl" type="warning" msg=$LANG.domaingeteppcodeemailconfirmation}
{else}
    {include file="$template/includes/alert.tpl" type="warning" msg=$LANG.domaingeteppcodeemailconfirmation}
{/if}


Con questa modifica, quando l'utente chiederà l'authinfo, gli comparirà a schermo il messaggio:

 The EPP Code request was successful! It has been sent to the registrant email address for your domain.

NOTA: si consiglia di effettuare la modifica non nel tema originale ("six", nell'esempio sopra riportato), ma all'interno di un proprio tema custom (che, per quanto riguarda tutto il resto, può anche essere identico a quello di default).
Altrimenti questa modifica (come pure ogni eventuale altra modifica o personalizzazione) potrebbe venir persa in occasione di futuri aggiornamenti.
Inoltre questa modifica preclude solo la visualizzazione dell'authinfo all'utente, ma non fa in modo che lo stesso venga effettivamente mandato per email al Registrante: questo è un altro paio di maniche, e magari ve ne parlerò un'altra volta... ;-)



sabato 20 febbraio 2016

Istruzioni su come scrivere bene

Oggi è il giorno di una doverosa marchetta dedica ad Umberto Eco.

La mia consiste nel citare una delle sue "Bustine di Minerva" più gustose (anche se voglio vedervi, a trascriverla tutta su una bustina di Minerva...)

1. Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.
2. Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario.
3. Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata.
4. Esprimiti siccome ti nutri.
5. Non usare sigle commerciali & abbreviazioni etc.
6. Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile) interrompe il filo del discorso.
7. Stai attento a non fare... indigestione di puntini di sospensione.
8. Usa meno virgolette possibili: non è “fine”.
9. Non generalizzare mai.
10. Le parole straniere non fanno affatto bon ton.
11. Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: “Odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu.”
12. I paragoni sono come le frasi fatte.
13. Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa; ripetere è superfluo (per ridondanza s’intende la spiegazione inutile di qualcosa che il lettore ha già capito).
14. Non usare parole volgari, è da stronzi.
15. Sii sempre più o meno specifico.
16. La litote è la più straordinaria delle tecniche espressive.
17. Non fare frasi di una sola parola. Eliminale.
18. Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle scaglie di un serpente.
19. Metti, le virgole, al posto giusto.
20. Distingui tra la funzione del punto e virgola e quella dei due punti: anche se non è facile.
21. Se non trovi l’espressione italiana adatta non ricorrere mai all’espressione dialettale: peso el tacòn del buso.
22. Non usare metafore incongruenti anche se ti paiono “cantare”: sono come un cigno che deraglia.
23. C’è davvero bisogno di domande retoriche?
24. Sii conciso, cerca di condensare i tuoi pensieri nel minor numero di parole possibile, evitando frasi lunghe — o spezzate da incisi che inevitabilmente confondono il lettore poco attento — affinché il tuo discorso non contribuisca a quell’inquinamento dell’informazione che è certamente (specie quando inutilmente farcito di precisazioni inutili, o almeno non indispensabili) una delle tragedie di questo nostro tempo dominato dal potere dei media.
25. Gli accenti non debbono essere nè scorretti nè inutili, perchè chi lo fà sbaglia.
26. Non si apostrofa un'articolo indeterminativo prima del sostantivo maschile.
27. Non essere enfatico! Sii parco con gli esclamativi!
28. Neppure i peggiori fans dei barbarismi pluralizzano i termini stranieri.
29. Scrivi in modo esatto i nomi stranieri, come Beaudelaire, Roosewelt, Niezsche, e simili.
30. Nomina direttamente autori e personaggi di cui parli, senza perifrasi. Così faceva il maggior scrittore lombardo del XIX secolo, l’autore del 5 maggio.
31. All’inizio del discorso usa la captatio benevolentiae, per ingraziarti il lettore (ma forse siete così stupidi da non capire neppure quello che vi sto dicendo).
32. Cura puntiliosamente l’ortograffia.
33. Inutile dirti quanto sono stucchevoli le preterizioni.
34. Non andare troppo sovente
a capo. Almeno, non
quando non serve.
35. Non usare mai il plurale majestatis. Siamo convinti che faccia una pessima impressione.
36. Non confondere la causa con l’effetto: saresti in errore e dunque avresti sbagliato.
37. Non costruire frasi in cui la conclusione non segua logicamente dalle premesse: se tutti facessero così, allora le premesse conseguirebbero dalle conclusioni.
38. Non indulgere ad arcaismi, apax legomena o altri lessemi inusitati, nonché deep structures rizomatiche che, per quanto ti appaiano come altrettante epifanie della differanza grammatologica e inviti alla deriva decostruttiva – ma peggio ancora sarebbe se risultassero eccepibili allo scrutinio di chi legga con acribia ecdotica – eccedano comunque le competente cognitive del destinatario.
39. Non devi essere prolisso, ma neppure devi dire meno di quello che.
40. Una frase compiuta deve avere.

(Umberto Eco, "La bustina di Minerva")

giovedì 18 febbraio 2016

The Rains of Castamere

Siete rimasti affascinati dalla canzone "Rains of Castamere"?
Vi continua a rimbalzare in testa e non riuscite a liberarvene?
Vi ha semplicemente incuriosito?
Qui troverete TUTTO: le principali versioni (dei The National e dei Sigur Rós), il testo in inglese, il testo in italiano (traduzione mia)...


versione dei The National 




versione dei Sigur Rós





versione di Taylor Davis & Peter Hollens 






And who are you, the proud lord said,
that I must bow so low?
Only a cat of a different coat,
that's all the truth I know.
In a coat of gold or a coat of red,
a lion still has claws,
And mine are long and sharp, my lord,
as long and sharp as yours.

And so he spoke, and so he spoke,
that Lord of Castamere,
But now the rains weep o'er his hall,
with no one there to hear.
Yes now the rains weep o'er his hall,
and not a soul to hear.



E chi sei tu, disse l'orgoglioso lord,
che così in basso io devo chinarmi?
Solo un pardo di altro colore,
ciò è tutto quanto so.
Manto d'oro o manto rosso,
un leone artigli ha ancora.
E i miei sono lunghi e affilati, mio lord
Lunghi e affilati come i tuoi
Così parlò, così parlò,
il lord di Castamere.
Ma ora le piogge piangono sulla sua sala,
senza nessuno a sentirle.
Sì, ora le piogge piangono sulla sua sala,
senza nemmeno un'anima a sentirle.


NOTA FANTASTORICA


La canzone è basata su un gioco di parole tra "rains" (piogge) e Reyne, la nobile famiglia vassalla di Tytos Lannister che, per essersi ribellata, fu sterminata da quel buontempone di Tywin Lannister.
Lo stemma di casa Reyne era un leone rosso, mentre il simbolo di casa Lannister, com'è noto, un leone dorata: da qui la guerra tra le due famiglie vista come uno "scontro di leoni", e da qui il senso del verso "Only a cat of a different coat"

sabato 13 febbraio 2016

Elogio della viteria inox

In un mondo perfetto, in un camper non dovrebbe essere neppure concepito l'uso di viteria e ferramenta che non sia in acciaio inox.

Il perché è evidente da questa foto:


A sinistra, viti inox.
A destra una ex-vite in acciaio zincato.
Tutte derivano dal medesimo camper, dove sono rimaste installate per circa 20 anni.

E' evidente che la ex-vite in acciaio zincato non assolve più da tempo al suo compito, non assicurando più un serraggio adeguato.
In compenso, smontarla è stato molto più difficile di quanto non sia stato per le sue sorelle "più nobili".

La viteria inox è indubbiamente un po' più costosa di quella in semplice acciaio zincato ma, a differenza di questa, è pressoché eterna... ed è anche riutilizzabile, più riciclabile.
Le viti in foto, ad esempio: quelle in inox le ho riposte nella cassetta della minuteria, pronte per esser reimpiegate alla bisogna; quella in acciaio zincato, l'ho buttata nel bidoncino della differenziata per i metalli.

Unico difetto che vedo nell'acciaio inox: essendo amagnetico, è un po' più complicato avvitare le viti inox usando un avvitatore (sul quale la vite viene trattenuta, all'inizio, grazie ad un magnete contenuto nel portabit).
Quindi, soprattutto se la vite è in un posto poco agevole, potrà essere un po' più complicato la prima fase di avvitatura.

Come riconoscere l'acciaio inox?

L'acciaio inox ha una finitura abbastanza caratteristica, ed è quindi abbastanza facile, con un minimo di esperienza, riconoscerlo ad occhio nudo.
Qualche volta però, soprattutto se la vite è sporca, potrebbe non esser semplice capirlo.
E allora?
Ci viene in aiuto il fatto che, appunto, l'acciaio inox è amagnetico: basterà avvicinarlo ad una calamita e, se non ne viene attirato, significherà che è acciaio inox.
Nello stesso modo, possiamo selezionare da una massa di viti quelle in inox, separandole da quelle in acciaio: basta "mescolarle" con un magnete, quelle in acciaio si attaccheranno al magnete, quelle in inox rimarranno a terra.

  

mercoledì 10 febbraio 2016

I 13 migliori plugin Google Maps per WordPress


Quando si trova qualcosa di buona, perché perdere tempo a tradurlo o a farne la parafrasi per riproporlo?
Più veloce e più corretto riproporlo direttamente così come sta...

Quindi: sul blog di Elegant Themes è stato pubblicato un gran bel post, che commenta i 13 migliori plugin WordPress per Google Maps.

Molti sono gratuiti, altri a pagamento (prezzi variabili dai 12 ai 39 $), hanno spesso approcci differenti e quindi risolvono situazioni diverse... ma in questo post sono ben riassunti.

Buona lettura!


venerdì 22 gennaio 2016

Il Corriere inciampa sui numeri primi

il Crivello di Eratostene, come non  lo avete mai visto...

Tra i giornalisti italiani ed i numeri c'è un'atavica incompatibilità di carattere.
Ogni qual volta in un articolo giornalistico compaia un numero, spesso e volentieri sarà clamorosamente sbagliato.
Quando poi - come in questo caso - capita che un articolo venga scritto SU un numero, la cantonata è assicurata.

A cosa mi riferisco?

A questo articolo su "Il Corriere" del 16 gennaio 2016: "Scoperto il numero primo più grande, ha oltre 22 milioni di cifre"
Ok, notizia interessante per matematici e nerd: questo nuovo numero primo è stato chiamato M74207281, come tutti i numeri primi è importante per la crittografia, è il risultato di (2 ^ 74.207.281) - 1  , a calcolarlo è stato tal Curtis Cooper dell'Università del Missouri, ed il calcolo è stato fatto attraverso un sistema di calcolo distribuito, il GIMPS (Great Internet Mersenne Prime Search)

OK, la notizia finisce qui.
Ma un giornalista non può fare a meno di metterci qualcosa del suo, aggiungerci una nota di colore, e per farlo inserisce una cazzata cosmica che rende ridicolo un articolo altrimenti serissimo.
Cosa scrive il giornalista (di cui, per pietà, ometto il nome) ?

"per leggerlo tutto occorrerebbero giorni"

Riuscite a rendervi conto della cazzata così, a prima vista, senza pensarci su più di tre secondi? No? Ottimo, avete un futuro come giornalisti... ve la spiego.

22 milioni di cifre
Rileggetelo: VENTIDUE MILIONI DI CIFRE.

A leggere (esagerando) 3 cifre al secondo, sono 7.333.333 secondi, ovvero 122.222 ore, ovvero 5.092 giorni, ovvero un po' meno di 14 anni.
Questo, nell'ipotesi di declamarlo h24, senza mangiare né dormire né ...
Nell'ipotesi di farlo per "sole" 8 ore al giorno, timbrando il cartellino alle 9 e smontando alle 18 (con un'ora di pausa pranzo), senza mai un giorno di ferie né festivi né malattia si impiegherebbero 42 anni...

Altro che "per leggerlo tutto ci vorrebbero giorni"!

domenica 17 gennaio 2016

DNS: record MX e CNAME sono incompatibili?

Oggi un utente segnala un (presunto) problema:

Dopo aver inserito un record CNAME, non mi funziona più la PEC su Aruba!

Traducendo dall'utontese all'italiano, quanto sopra significa:

Se imposto un record MX del tipo 
pec.miodominio.it MX mx.pec.aruba.it 
funziona tutto regolarmente.
Ma se aggiungo anche un record del tipo 
pec.miodominio.it CNAME subdomain.domain.tld 
non funziona più la PEC.


Bene, tutto ciò è normalissimo: non può e non deve funzionare, perché la relativa norma tecnica (RFC 1034) è chiarissima:

If a CNAME RR is present at a node, no other data should be present; this ensures that the data for a canonical name and its aliases cannot be different.

Quindi, considerato che l'inserimento del record CNAME l'utente voleva inserirlo per reindirizzare il servizio di webmail di pec.miodominio.it alla webmail di Aruba, come risolvere?

Semplice: basta inserire per pec.miodominio.it un record di tipo A, anziché un CNAME; poi si eseguirà un redirect di un qualche altro tipo (es. .htaccess)
(Questo, ovviamente, presuppone che vi sarà un qualche sia pur minimo servizio di hosting predisposto a servire pec.miodominio.it)


giovedì 14 gennaio 2016

Tempi moderni



Non so chi sia l'autore di questa saggia (?) massima:
Non ti sia di riposo il riposo, ma il cambiar lavoro
(saggia almeno fino a che la enunci ai tuoi dipendenti e sottoposti...)

No, non credo sia di Stachanov...

Quello che mi ha colpito è che in Google è pressoché sconosciuta... quindi, per questo solo fatto con questa pagina finirò nella SERP per questa chiave di ricerca, e millanta e millanta navigatori convoglieranno da tutto il mondo su questo blog per godere di sì lapalissiana massima...


martedì 12 gennaio 2016

Video di un brutto incidente di un ciclista russo...


In rete gira questo video, che suscita fiumi di commenti e discussioni sui social network, accendendo gli animi ed animando flame tra i "pro ciclista" ed i "pro camionista"...


Vediamo di fornire un po' di dettagli:
L'incidente è accaduto l'11 aprile 2015.
Il ciclista si chiama Ruslan Bazarov, ha 28 anni, e nell'incidente ha sofferto la frattura di una gamba e lesioni al bacino.
Stava partecipando ad una manifestazione cicloturistica non competitiva di 105 Km organizzata dal Baltic Star Cyling Club, di St. Petersburg; il percorso previsto e dettagliato è disponibile qui: https://www.plotaroute.com/route/50082 )

E cominciamo con le precisazioni:
  • Anche se, per il metro italiano, quella può sembrare un'autostrada o una tangenziale, no, non lo è: e la presenza di ciclisti su quel tratto di strada è del tutto legale
  • il comportamento dei ciclisti è ineccepibile: c'è un bivio, loro devono andare a sinistra, stanno correttamente nella corsia che va a sinistra, e stanno più a sinistra possibile; superata la zona spartitraffico (zebrata!) compare una nuova corsia alla loro destra: e loro, ligi, fanno cenno con la mano e si spostano per andare ad occupare la corsia di destra
  • il camion invece evidentemente ha sbagliato corsia: si è ritrovato sulla corsia per svoltare a destra, se ne è reso conto all'ultimo momento e, invece di fare quello che dovrebbe fare (ovvero: prendere la corsia di destra e darsi mentalmente del coglione per tutto il tempo necessario a gironzolare per rotonde e svincoli per tornare sulla strada gusta), si butta tutto a sinistra, attraversa la zona spartitraffico zebrata e spunta alle spalle dei ciclisti ... da un punto in cui non dovrebbe esserci nessuno.
  • a riprova di ciò: a seguito di questo video, la polizia ha sanzionato il camionista per la sua manovra, e nessuna sanzione è stata elevata ai ciclistiNon si sa (ma si spera) se il camionista sia stato sanzionato anche per omissione di soccorso.  
Qui si vede chiaramente il camion a cavallo della linea continua spartitraffico...  


E passiamo adesso a confutare puntualmente alcune altre comuni obiezioni:

Il camionista sorpassa a destra, ed il sorpasso a destra è lecito bla bla bla

No: il camionista non sta facendo un "sorpasso a destra": il camionista si sta immettendo impropriamente su una corsia attraversando una zona spartitraffico zebrata.
Tant'è che il camion attraversa almeno DUE linee continue, ed arriva a cavallo di una di queste.

Eh ma il ciclista che continua a riprendere con la telecamera invece di soccorrere l'amico!

E' una action camera (tipo GoPro o simili) che il ciclista ha sul caschetto: è un oggetto che accendi quando esci di casa e spegni quando ci rientri, e fino a che hai il caschetto in testa continua a riprendere tutto quello che vedi

Eh ma il ciclista che perde cinque minuti a sistemare la bici invece di soccorrere l'amico!

A parte il fatto che un motociclista nella stessa situazione avrebbe messo la moto sul cavalletto e non l'avrebbe certo sbattuta per terra, tra quando comincia a sistemare la bici e quando va in soccorso del suo amico, trascorrono la bellezza di OTTO SECONDI.

Il ciclista avrebbe dovuto guardare dietro!

Forse questa è l'unica obiezione sensata, ma da intendere nel senso che "quando sei per strada devi avere sempre mille occhi, soprattutto se sei in moto o bicicletta"...
Anche perché, in realtà, probabilmente non sarebbe cambiato nulla: il camion invade anche parte della corsia occupata dai ciclisti e quindi, anche se si fossero accorti che stava sopraggiungendo, avrebbero dovuto buttarsi a sinistra per evitarlo... e a parte il fatto che non avevano materialmente il tempo di farlo, buttarsi a sinistra sarebbe stato l'equivalente di una roulette russa.


domenica 10 gennaio 2016

Trasformare la plafoniera neon di un camper usando i LED

Una volta, per l'illuminazione dell'abitacolo dei camper, c'erano le plafoniere con lampade ad incandescenza a 12V: usavano, sostanzialmente, le medesime lampadine automobilistiche delle luci di posizione con attacco a baionetta.
Robuste ed affidabili, ma facevano poca luce e consumavano parecchia energia, quindi si era sempre con un occhio al voltmetro che indicava lo stato di carica della batteria.

Poi vennero le plafoniere a neon 12V: rispetto alle lampade ad incandescenza, a parità di consumo fornivano molta più luce.
Però il consumo restava sostanzialmente uguale, e quindi si continuava a tener d'occhio lo stato di carica della batteria.
Rispetto alle lampade ad incandescenza, avevano alcuni difetti:

  • quando la carica della batteria cominciava a scarseggiare, e quindi si abbassava la tensione, una lampada ad incandescenza diventava semplicemente più fioca; una lampada neon invece comincia a sfarfallare in maniera fastidiosa. Inoltre questo sfarfallamento non giova alla lampada a neon, e ne accorcia sensibilmente la vita;
  • la lampada neon è sensibilmente più costosa rispetto alla lampada ad incandescenza;
  • la lampada neon infine è anche sensibilmente più delicata e soggetta a guasti.
Poi sono arrivate le lampade a LED, che comportano rispetto alle precedenti solo vantaggi:
  • minor consumo
  • maggior quantità di luce
  • maggior stabilità nell'emissione luminosa
  • buon comportamento anche a voltaggio ridotto
Tutti i camper moderni arrivano ormai equipaggiati di serie con l'illuminazione basata a lampade led di vario tipo.
Le plafoniere LED hanno però un costo abbastanza elevato; inoltre, possono avere un design che un po' stride con l'aspetto vintage dei camper più anzianotti.

Tuttavia, modificare una plafoniera neon per trasformarla in plafoniera LED è un'operazione molto semplice ed alla portata di chiunque.

Come corpo illuminante, io ho scelto una piastrina con 8 LED per una potenza dichiarata di 8W, disponibile ad un prezzo molto popolare ( solo € 2,41 - spese di trasporto comprese!) su banggood.com

dettaglio del nuovo corpo illuminante a LED
Quanto credere a quel "made in Germany",
considerato che arriva dalla Cina? Mah... 


L'operazione è molto semplice:

Smontiamo la plafoniera

smontiamo dalla plafoniera il vecchio corpo illuminante a neon
montiamo il nuovo corpo illuminante,
fissandolo con un rivetto in alluminio
rimontiamo la plafoniera,
rispettando la polarità dei cavi di alimentazione

A questo punto resta solo da rimontare la copertura trasparente di protezione... ed ecco concluso l'upgrade del nostro camper.
L'illuminazione è migliore rispetto a prima, più stabile anche a basso voltaggio, ed il consumo di soli 8 watt (contro i 16 watt consumati precedentemente dalla circolina neon).

Il tutto, ad un costo complessivo inferiore a 3 € e in un quarto d'ora di lavoro.