venerdì 22 gennaio 2016

Il Corriere inciampa sui numeri primi

il Crivello di Eratostene, come non  lo avete mai visto...

Tra i giornalisti italiani ed i numeri c'è un'atavica incompatibilità di carattere.
Ogni qual volta in un articolo giornalistico compaia un numero, spesso e volentieri sarà clamorosamente sbagliato.
Quando poi - come in questo caso - capita che un articolo venga scritto SU un numero, la cantonata è assicurata.

A cosa mi riferisco?

A questo articolo su "Il Corriere" del 16 gennaio 2016: "Scoperto il numero primo più grande, ha oltre 22 milioni di cifre"
Ok, notizia interessante per matematici e nerd: questo nuovo numero primo è stato chiamato M74207281, come tutti i numeri primi è importante per la crittografia, è il risultato di (2 ^ 74.207.281) - 1  , a calcolarlo è stato tal Curtis Cooper dell'Università del Missouri, ed il calcolo è stato fatto attraverso un sistema di calcolo distribuito, il GIMPS (Great Internet Mersenne Prime Search)

OK, la notizia finisce qui.
Ma un giornalista non può fare a meno di metterci qualcosa del suo, aggiungerci una nota di colore, e per farlo inserisce una cazzata cosmica che rende ridicolo un articolo altrimenti serissimo.
Cosa scrive il giornalista (di cui, per pietà, ometto il nome) ?

"per leggerlo tutto occorrerebbero giorni"

Riuscite a rendervi conto della cazzata così, a prima vista, senza pensarci su più di tre secondi? No? Ottimo, avete un futuro come giornalisti... ve la spiego.

22 milioni di cifre
Rileggetelo: VENTIDUE MILIONI DI CIFRE.

A leggere (esagerando) 3 cifre al secondo, sono 7.333.333 secondi, ovvero 122.222 ore, ovvero 5.092 giorni, ovvero un po' meno di 14 anni.
Questo, nell'ipotesi di declamarlo h24, senza mangiare né dormire né ...
Nell'ipotesi di farlo per "sole" 8 ore al giorno, timbrando il cartellino alle 9 e smontando alle 18 (con un'ora di pausa pranzo), senza mai un giorno di ferie né festivi né malattia si impiegherebbero 42 anni...

Altro che "per leggerlo tutto ci vorrebbero giorni"!

domenica 17 gennaio 2016

DNS: record MX e CNAME sono incompatibili?

Oggi un utente segnala un (presunto) problema:

Dopo aver inserito un record CNAME, non mi funziona più la PEC su Aruba!

Traducendo dall'utontese all'italiano, quanto sopra significa:

Se imposto un record MX del tipo 
pec.miodominio.it MX mx.pec.aruba.it 
funziona tutto regolarmente.
Ma se aggiungo anche un record del tipo 
pec.miodominio.it CNAME subdomain.domain.tld 
non funziona più la PEC.


Bene, tutto ciò è normalissimo: non può e non deve funzionare, perché la relativa norma tecnica (RFC 1034) è chiarissima:

If a CNAME RR is present at a node, no other data should be present; this ensures that the data for a canonical name and its aliases cannot be different.

Quindi, considerato che l'inserimento del record CNAME l'utente voleva inserirlo per reindirizzare il servizio di webmail di pec.miodominio.it alla webmail di Aruba, come risolvere?

Semplice: basta inserire per pec.miodominio.it un record di tipo A, anziché un CNAME; poi si eseguirà un redirect di un qualche altro tipo (es. .htaccess)
(Questo, ovviamente, presuppone che vi sarà un qualche sia pur minimo servizio di hosting predisposto a servire pec.miodominio.it)


giovedì 14 gennaio 2016

Tempi moderni



Non so chi sia l'autore di questa saggia (?) massima:
Non ti sia di riposo il riposo, ma il cambiar lavoro
(saggia almeno fino a che la enunci ai tuoi dipendenti e sottoposti...)

No, non credo sia di Stachanov...

Quello che mi ha colpito è che in Google è pressoché sconosciuta... quindi, per questo solo fatto con questa pagina finirò nella SERP per questa chiave di ricerca, e millanta e millanta navigatori convoglieranno da tutto il mondo su questo blog per godere di sì lapalissiana massima...


martedì 12 gennaio 2016

Video di un brutto incidente di un ciclista russo...


In rete gira questo video, che suscita fiumi di commenti e discussioni sui social network, accendendo gli animi ed animando flame tra i "pro ciclista" ed i "pro camionista"...


Vediamo di fornire un po' di dettagli:
L'incidente è accaduto l'11 aprile 2015.
Il ciclista si chiama Ruslan Bazarov, ha 28 anni, e nell'incidente ha sofferto la frattura di una gamba e lesioni al bacino.
Stava partecipando ad una manifestazione cicloturistica non competitiva di 105 Km organizzata dal Baltic Star Cyling Club, di St. Petersburg; il percorso previsto e dettagliato è disponibile qui: https://www.plotaroute.com/route/50082 )

E cominciamo con le precisazioni:
  • Anche se, per il metro italiano, quella può sembrare un'autostrada o una tangenziale, no, non lo è: e la presenza di ciclisti su quel tratto di strada è del tutto legale
  • il comportamento dei ciclisti è ineccepibile: c'è un bivio, loro devono andare a sinistra, stanno correttamente nella corsia che va a sinistra, e stanno più a sinistra possibile; superata la zona spartitraffico (zebrata!) compare una nuova corsia alla loro destra: e loro, ligi, fanno cenno con la mano e si spostano per andare ad occupare la corsia di destra
  • il camion invece evidentemente ha sbagliato corsia: si è ritrovato sulla corsia per svoltare a destra, se ne è reso conto all'ultimo momento e, invece di fare quello che dovrebbe fare (ovvero: prendere la corsia di destra e darsi mentalmente del coglione per tutto il tempo necessario a gironzolare per rotonde e svincoli per tornare sulla strada gusta), si butta tutto a sinistra, attraversa la zona spartitraffico zebrata e spunta alle spalle dei ciclisti ... da un punto in cui non dovrebbe esserci nessuno.
  • a riprova di ciò: a seguito di questo video, la polizia ha sanzionato il camionista per la sua manovra, e nessuna sanzione è stata elevata ai ciclistiNon si sa (ma si spera) se il camionista sia stato sanzionato anche per omissione di soccorso.  
Qui si vede chiaramente il camion a cavallo della linea continua spartitraffico...  


E passiamo adesso a confutare puntualmente alcune altre comuni obiezioni:

Il camionista sorpassa a destra, ed il sorpasso a destra è lecito bla bla bla

No: il camionista non sta facendo un "sorpasso a destra": il camionista si sta immettendo impropriamente su una corsia attraversando una zona spartitraffico zebrata.
Tant'è che il camion attraversa almeno DUE linee continue, ed arriva a cavallo di una di queste.

Eh ma il ciclista che continua a riprendere con la telecamera invece di soccorrere l'amico!

E' una action camera (tipo GoPro o simili) che il ciclista ha sul caschetto: è un oggetto che accendi quando esci di casa e spegni quando ci rientri, e fino a che hai il caschetto in testa continua a riprendere tutto quello che vedi

Eh ma il ciclista che perde cinque minuti a sistemare la bici invece di soccorrere l'amico!

A parte il fatto che un motociclista nella stessa situazione avrebbe messo la moto sul cavalletto e non l'avrebbe certo sbattuta per terra, tra quando comincia a sistemare la bici e quando va in soccorso del suo amico, trascorrono la bellezza di OTTO SECONDI.

Il ciclista avrebbe dovuto guardare dietro!

Forse questa è l'unica obiezione sensata, ma da intendere nel senso che "quando sei per strada devi avere sempre mille occhi, soprattutto se sei in moto o bicicletta"...
Anche perché, in realtà, probabilmente non sarebbe cambiato nulla: il camion invade anche parte della corsia occupata dai ciclisti e quindi, anche se si fossero accorti che stava sopraggiungendo, avrebbero dovuto buttarsi a sinistra per evitarlo... e a parte il fatto che non avevano materialmente il tempo di farlo, buttarsi a sinistra sarebbe stato l'equivalente di una roulette russa.


domenica 10 gennaio 2016

Trasformare la plafoniera neon di un camper usando i LED

Una volta, per l'illuminazione dell'abitacolo dei camper, c'erano le plafoniere con lampade ad incandescenza a 12V: usavano, sostanzialmente, le medesime lampadine automobilistiche delle luci di posizione con attacco a baionetta.
Robuste ed affidabili, ma facevano poca luce e consumavano parecchia energia, quindi si era sempre con un occhio al voltmetro che indicava lo stato di carica della batteria.

Poi vennero le plafoniere a neon 12V: rispetto alle lampade ad incandescenza, a parità di consumo fornivano molta più luce.
Però il consumo restava sostanzialmente uguale, e quindi si continuava a tener d'occhio lo stato di carica della batteria.
Rispetto alle lampade ad incandescenza, avevano alcuni difetti:

  • quando la carica della batteria cominciava a scarseggiare, e quindi si abbassava la tensione, una lampada ad incandescenza diventava semplicemente più fioca; una lampada neon invece comincia a sfarfallare in maniera fastidiosa. Inoltre questo sfarfallamento non giova alla lampada a neon, e ne accorcia sensibilmente la vita;
  • la lampada neon è sensibilmente più costosa rispetto alla lampada ad incandescenza;
  • la lampada neon infine è anche sensibilmente più delicata e soggetta a guasti.
Poi sono arrivate le lampade a LED, che comportano rispetto alle precedenti solo vantaggi:
  • minor consumo
  • maggior quantità di luce
  • maggior stabilità nell'emissione luminosa
  • buon comportamento anche a voltaggio ridotto
Tutti i camper moderni arrivano ormai equipaggiati di serie con l'illuminazione basata a lampade led di vario tipo.
Le plafoniere LED hanno però un costo abbastanza elevato; inoltre, possono avere un design che un po' stride con l'aspetto vintage dei camper più anzianotti.

Tuttavia, modificare una plafoniera neon per trasformarla in plafoniera LED è un'operazione molto semplice ed alla portata di chiunque.

Come corpo illuminante, io ho scelto una piastrina con 8 LED per una potenza dichiarata di 8W, disponibile ad un prezzo molto popolare ( solo € 2,41 - spese di trasporto comprese!) su banggood.com

dettaglio del nuovo corpo illuminante a LED
Quanto credere a quel "made in Germany",
considerato che arriva dalla Cina? Mah... 


L'operazione è molto semplice:

Smontiamo la plafoniera

smontiamo dalla plafoniera il vecchio corpo illuminante a neon
montiamo il nuovo corpo illuminante,
fissandolo con un rivetto in alluminio
rimontiamo la plafoniera,
rispettando la polarità dei cavi di alimentazione

A questo punto resta solo da rimontare la copertura trasparente di protezione... ed ecco concluso l'upgrade del nostro camper.
L'illuminazione è migliore rispetto a prima, più stabile anche a basso voltaggio, ed il consumo di soli 8 watt (contro i 16 watt consumati precedentemente dalla circolina neon).

Il tutto, ad un costo complessivo inferiore a 3 € e in un quarto d'ora di lavoro.